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Nordzucker ridisegna la rete europea: stop alla produzione di zucchero a Nakskov

La sovraccapacità del settore spinge il gruppo a concentrare gli impianti: il sito danese resterà operativo come centro di confezionamento.


Nordzucker ha annunciato l’intenzione di cessare la produzione di zucchero nello stabilimento di Nakskov, in Danimarca, dopo la campagna 2026/2027, mantenendo il sito come centro di confezionamento e servizi. La misura, ancora soggetta alle necessarie negoziazioni, potrebbe interessare fino a 150 posti di lavoro dopo la conclusione della campagna, prevista nel gennaio 2027. L’azienda motiva la scelta con la sovraccapacità strutturale dell’industria saccarifera europea e con la necessità di rendere più efficiente la rete produttiva.


La decisione si inserisce in un programma più ampio di razionalizzazione. Nel corso dell’anno il gruppo aveva già comunicato la cessazione della produzione di zucchero nello stabilimento slovacco di Trenčianská Teplá e delle attività di raffinazione dello zucchero grezzo a Porkkala, in Finlandia. Per Nakskov, Nordzucker evidenzia anche un fattore specifico: il sito richiederebbe investimenti significativamente maggiori rispetto ad altri impianti del gruppo per mantenere nel lungo periodo efficienza e redditività. La produzione danese verrebbe quindi concentrata a Nykøbing, con l’obiettivo dichiarato di sfruttarne pienamente la capacità.


L’operazione segnala una pressione crescente sulla struttura industriale dello zucchero europeo. Quando la capacità installata supera stabilmente la domanda remunerativa, gli impianti con maggior fabbisogno di capitale diventano i primi candidati alla riorganizzazione. Per agricoltori conferenti, lavoratori, fornitori e territori, tuttavia, la concentrazione produttiva trasferisce costi e rischi lungo l’intera filiera: distanza dagli stabilimenti, logistica delle barbabietole, potere negoziale e continuità delle relazioni contrattuali possono cambiare sensibilmente. Il caso danese mostra quindi come la competitività del settore non dipenda soltanto dal prezzo dello zucchero, ma dalla capacità di mantenere impianti efficienti, volumi adeguati e una rete di approvvigionamento sostenibile sotto il profilo economico.

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