
Caro carburanti, Urso punta su autotrasporto e nuova capacità energetica
- Luca Baj

- 1 giorno fa
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Il Governo valuta sostegni selettivi nell’immediato, mentre rilancia rinnovabili, accumuli e nucleare di nuova generazione per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili
Il Governo prepara una risposta al caro carburanti che dovrebbe muoversi su due livelli: misure selettive per l’autotrasporto e interventi strutturali sul sistema energetico. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha indicato la necessità di contenere il rischio che l’aumento dei costi di benzina e gasolio si trasferisca sui prezzi finali, aggravando l’inflazione e comprimendo i margini delle imprese più esposte alla logistica.
L’ipotesi di interventi mirati evita, almeno nelle intenzioni, un sostegno generalizzato e punta a concentrare le risorse sui comparti nei quali il carburante incide maggiormente sui costi operativi. Per l’autotrasporto il tema è particolarmente sensibile perché il prezzo del gasolio influenza direttamente il costo dei servizi e, a cascata, quello delle merci lungo la filiera distributiva.
Sul piano strutturale, Urso ha rilanciato la necessità di aumentare la produzione da fonti rinnovabili, sviluppare sistemi di accumulo e accelerare gli investimenti nelle batterie. Il ministro ha inoltre collegato la strategia di sicurezza energetica al ritorno del nucleare civile di nuova generazione, subordinato al completamento dell’iter legislativo previsto dal Governo.
La linea politica mira a ridurre la dipendenza italiana dal gas e dalle oscillazioni internazionali dei combustibili fossili. Il punto economico centrale è che gli aiuti emergenziali possono attenuare gli effetti immediati dei rincari, ma non modificano la struttura dei costi energetici. Per imprese, trasporti e manifattura, la vera variabile resta quindi la capacità di aumentare l’offerta interna di energia e di rendere più stabile il prezzo nel medio periodo.
Nel breve periodo, l’efficacia dipenderà dalla rapidità di attuazione e dalla capacità di evitare distorsioni. Per il sistema produttivo è essenziale impedire che l’aumento dei trasporti alimenti nuovi rincari sui beni finali, riducendo competitività e potere d’acquisto. La stabilità dei prezzi resta il nodo decisivo.





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