Case vacanza, il prezzo dell’estate ridisegna la mappa immobiliare italiana
- Luca Baj

- 2 set
- Tempo di lettura: 2 min
Forte dei Marmi guida il mare, mentre Bolzano e le città d’arte confermano valori elevati
Il mercato delle case vacanza presenta differenze profonde tra coste, montagna e città d’arte. Le rilevazioni diffuse nel 2026 confermano il primato delle località a maggiore vocazione turistica, ma mostrano anche come il prezzo medio provinciale possa divergere sensibilmente da quello del singolo comune. Per chi acquista a fini personali o di investimento, il confronto richiede quindi attenzione al perimetro geografico e alla tipologia degli immobili osservati.
Sul mare, la Toscana mantiene le quotazioni più elevate. La provincia di Lucca, che comprende Forte dei Marmi, registra valori medi intorno a 4.008 euro al metro quadrato, mentre un’analisi specifica di Immobiliare.it Insights attribuisce alla località versiliese un prezzo medio complessivo superiore a 2,1 milioni di euro per abitazione. In Liguria, Savona si attesta a circa 3.798 euro al metro quadrato, con un aumento annuo del 5,6%; Genova resta più accessibile, pur mostrando una crescita più sostenuta.
Nel Mezzogiorno emergono livelli inferiori: la provincia di Lecce si colloca poco sopra 1.100 euro al metro quadrato e l’area di Catanzaro sotto i mille, mentre Alghero mantiene valori più alti nel contesto insulare. I dati descrivono medie territoriali e non eliminano le forti differenze tra immobili fronte mare, centri storici, periferie e comuni dell’entroterra.
La montagna è trainata dal Trentino-Alto Adige. Bolzano supera 5.100 euro al metro quadrato nel comune e 4.650 nella provincia; Trento presenta livelli più contenuti, ma variazioni annuali positive. Anche qui le località più esclusive possono distaccarsi nettamente dalla media: Cortina d’Ampezzo, secondo l’analisi sui prezzi complessivi delle abitazioni, si avvicina a 1,6 milioni di euro.
Tra le città d’arte, Milano resta sopra Roma e Firenze nei valori medi indicati, confermando la sovrapposizione tra domanda residenziale, lavoro, studio e turismo. La possibilità di destinare l’immobile alle locazioni brevi può aumentare l’interesse, ma non deve essere considerata una rendita automatica: regolamenti locali, fiscalità, costi di gestione, stagionalità e tasso di occupazione incidono sul rendimento netto.





Commenti