
Russia-Nato, cresce l’allarme sul fianco orientale: il Baltico al centro dei possibili scenari
- Luca Baj

- 5 ore fa
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La tensione tra Russia e Nato torna a salire, ma tra allarmi dell’intelligence e minacce diplomatiche occorre distinguere i rischi concreti dalle ipotesi. La visita a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe ha alimentato il dibattito: secondo fonti citate dalla stampa internazionale, negli incontri sarebbe stata affrontata anche l’eventualità di operazioni russe contro un Paese dell’Alleanza. Donald Trump ha però escluso che Vladimir Putin intenda attaccare territorio Nato.
In Europa prevale la cautela. Fonti dell’Unione europea hanno dichiarato di non ravvisare un rischio immediato di attacco russo contro Stati europei o membri della Nato. Resta invece alta l’attenzione sulla “zona grigia”: sabotaggi, cyberattacchi, interferenze, danneggiamenti di infrastrutture critiche e incursioni con droni, azioni che restano sotto la soglia di una guerra aperta.
Il Baltico è uno degli spazi più sensibili. Estonia, Lettonia e Lituania confinano con la Russia o con la sua exclave di Kaliningrad e ospitano forze alleate. Tra gli scenari discussi figurano possibili provocazioni nell’area di Narva, città estone al confine russo, o lungo il collegamento terrestre tra Bielorussia e l’exclave russa di Kaliningrad. Sono però scenari ipotetici, non operazioni accertate o imminenti.
L’attenzione riguarda anche Gotland, isola svedese strategica nel Baltico, le isole finlandesi Åland e le norvegesi Svalbard. Queste ultime sono soggette al Trattato delle Svalbard del 1920, caratterizzato anche da specifiche limitazioni militari.
A complicare il quadro sono i messaggi contrastanti da Mosca. Il Cremlino respinge l’ipotesi di un attacco alla Nato, mentre il ministero degli Esteri russo ha evocato possibili rappresaglie contro installazioni britanniche qualora armi fornite da Londra fossero impiegate contro la Russia.
Per la Nato il nodo resta la deterrenza: mantenere credibile la risposta collettiva prevista dall’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico senza alimentare un'escalation. È nello spazio ambiguo tra pace e conflitto aperto che si concentra oggi una delle principali pressioni sulla sicurezza europea.



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