Manovra, l’ipotesi di 20 miliardi di deficit riapre il nodo dei vincoli europei
- Luca Baj

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Abstract
La proposta di Matteo Salvini di ricorrere a uno scostamento di bilancio di almeno 20 miliardi di euro introduce nella preparazione della prossima manovra un tema che intreccia politica economica, investimenti pubblici e regole europee. Il vicepremier lega la richiesta al rincaro di materiali ed energia e al rischio di rallentamento dei grandi cantieri. Il quadro va però letto alla luce dell’articolo 81 della Costituzione, della legge n. 243 del 2012 e della nuova governance fiscale dell’Unione europea.
Uno scostamento da almeno 20 miliardi
Al Meeting di Rimini Salvini ha sostenuto che nella prossima manovra dovrebbe essere valutato uno scostamento di almeno 20 miliardi. La motivazione indicata è l’aumento dei costi di catrame, acciaio, cemento ed energia, aggravato dalle tensioni geopolitiche. Per il solo Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, secondo il vicepremier, occorrerebbero 6-7 miliardi per compensare i rincari rispetto agli appalti già assegnati. Il rischio evocato è il fermo, già da settembre, di alcuni grandi cantieri.¹ La misura avrebbe quindi una funzione di tutela degli investimenti: evitare che l’inflazione dei costi renda insufficienti stanziamenti definiti in una fase economica diversa.
Grandezza richiamata | Importo | Funzione indicata |
Scostamento complessivo | almeno €20 mld | Sostegno alla manovra |
Fabbisogno MIT | €6-7 mld | Compensazione rincari appalti |
Prelievo ipotizzato su grandi banche | circa €2 mld/anno | Copertura aggiuntiva |
Dimensione delle risorse prospettate
Scostamento ████████████████████ 20+
Fabbisogno MIT ███████ 6-7
Prelievo banche ██ 2
miliardi €
La cornice dei conti pubblici
La richiesta arriva in una fase delicata per la finanza pubblica. Il Documento di finanza pubblica 2026 indica un indebitamento netto tendenziale pari al 2,9 per cento del PIL, debito al 138,6 per cento e crescita reale attesa dello 0,6 per cento.² La Commissione europea stima un deficit del 2,9 per cento sia nel 2026 sia nel 2027 e un debito al 139,2 per cento nel 2027. La procedura per disavanzo eccessivo resta formalmente aperta, anche se nel giugno 2026 la Commissione ha riconosciuto misure efficaci e ne ha mantenuto l’iter in sospeso.³ Un’espansione finanziata in deficit deve quindi essere valutata rispetto alla sostenibilità del debito e al percorso di spesa netta concordato in sede europea.
Indicatore | 2026 | 2027 |
Deficit/PIL – Commissione Ue | 2,9% | 2,9% |
Debito/PIL | 138,6% DFP | 139,2% Commissione |
Crescita reale PIL | 0,6% DFP | — |
Rapporto debito/PIL
2026 ████████████████████████████ 138,6%
2027 ████████████████████████████ 139,2%
Cosa significa “non serve l’ok Ue”
L’affermazione va distinta su due piani. Sul piano interno, l’articolo 81 della Costituzione consente il ricorso all’indebitamento per considerare gli effetti del ciclo economico e, in presenza di eventi eccezionali, previa autorizzazione delle Camere a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti. La legge 24 dicembre 2012, n. 243 disciplina la procedura: il Governo presenta una relazione al Parlamento, sentita la Commissione europea.⁴ Sul piano europeo, però, il Regolamento (UE) 2024/1263 attribuisce un ruolo centrale al percorso della spesa netta. Una deviazione protetta dalla clausola di salvaguardia nazionale richiede circostanze eccezionali fuori dal controllo dello Stato, rilevanti ripercussioni sulle finanze pubbliche e assenza di pregiudizio per la sostenibilità di medio periodo; l’attivazione avviene su richiesta dello Stato, raccomandazione della Commissione e decisione del Consiglio.⁵ Il Parlamento resta dunque titolare dell’autorizzazione nazionale, ma la scelta continua a essere scrutinata nella sorveglianza fiscale europea.
Il vincolo della spesa netta
Il nuovo Patto di stabilità non si limita alla soglia del 3 per cento di deficit. Per l’Italia il Consiglio ha indicato una crescita massima della spesa netta dell’1,3 per cento nel 2025, dell’1,6 per cento nel 2026 e dell’1,9 per cento nel 2027. Nel 2025, la crescita è risultata dell’1,5 per cento, sopra il limite annuale, mentre per il 2026 la Commissione prevede l’1,4 per cento, sotto il tetto raccomandato.⁶ Uno scostamento di 20 miliardi, se integralmente aggiuntivo e non compensato, dovrebbe essere misurato anche rispetto a questa traiettoria. Contano quindi non solo l’importo nominale, ma classificazione, durata e impatto della spesa rilevante secondo le regole europee.
Anno | Limite crescita spesa netta | Dato/Previsione |
2025 | 1,3% | 1,5% |
2026 | 1,6% | 1,4% |
2027 | 1,9% | — |
Spesa netta: limite europeo e andamento
2025 limite █████████████ 1,3%
2025 dato ███████████████ 1,5%
2026 limite ████████████████ 1,6%
2026 previsione ██████████████ 1,4%
2027 limite ███████████████████ 1,9%
Cantieri e coperture
L’aumento dei prezzi può ridurre la capacità reale degli stanziamenti e mettere sotto pressione le imprese appaltatrici. Salvini ha collegato la proposta anche all’ipotesi di contributi da grandi banche, assicurazioni, società energetiche e petrolifere, sostenendo che un intervento sul differenziale tra interessi attivi e passivi potrebbe generare circa 2 miliardi annui.⁷ Se trasformata in entrate effettive, questa componente avrebbe natura diversa dallo scostamento e ridurrebbe il ricorso a nuovo debito. Il nodo della manovra sarà quindi il rapporto fra spesa, coperture e indebitamento. Preservare opere già avviate può evitare extracosti e ritardi; farlo con debito aggiuntivo, in un Paese con un rapporto debito/PIL superiore al 138 per cento, richiede invece una verifica rigorosa della temporaneità degli interventi e della loro compatibilità con gli impegni europei. In questa prospettiva, la proposta non equivale a una disponibilità automatica di 20 miliardi: prima della legge di bilancio occorrerebbe distinguere le spese realmente aggiuntive, quelle coperte da nuove entrate e quelle destinate a gravare sul deficit, con effetti differenti sui saldi pubblici e sulla valutazione europea.
Note e fonti
¹ Il Sole 24 Ore Radiocor, «Manovra: Salvini, extra deficit per almeno 20 mld, non serve ok Ue», 25 agosto 2026; ANSA, «Salvini, cantieri a rischio fermo, 20 miliardi di scostamento per la manovra», 25 agosto 2026.
² Ragioneria Generale dello Stato, OpenBDAP, Documento di finanza pubblica 2026, indicatori tendenziali di finanza pubblica.
³ Commissione europea, 2026 European Semester – Country Recommendation: Italy, COM(2026) 212, 3 giugno 2026.
⁴ Costituzione della Repubblica italiana, art. 81; legge 24 dicembre 2012, n. 243, art. 6.
⁵ Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2024/1263 del 29 aprile 2024, artt. 25-26.
⁶ Consiglio dell’Unione europea, raccomandazione del 21 gennaio 2025 sul Piano strutturale di bilancio dell’Italia; Commissione europea, valutazione del giugno 2026.
⁷ ANSA, «Salvini, avanti senza remore sul contributo da grandi banche ed energetici», 25 agosto 2026.





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