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Depositi bancari da record: sui conti oltre 23,5 miliardi, ma il credito cresce lentamente

I depositi bancari degli italiani continuano a crescere e raggiungono un nuovo record, mentre aumenta a un ritmo decisamente più contenuto il ricorso al credito. Un fenomeno che, più che rappresentare automaticamente un segnale di maggiore ricchezza, racconta la prudenza con cui famiglie e imprese stanno gestendo le proprie risorse finanziarie. Secondo i dati raccolti annualmente dalla Banca d’Italia, nel 2025 nelle banche della provincia di Monza e Brianza risultavano depositati complessivamente 23,51 miliardi di euro, contro i 22,32 miliardi del 2024. In appena dodici mesi la liquidità è quindi aumentata di circa 1,19 miliardi di euro, pari al 5,3%, raggiungendo un nuovo massimo per il territorio. Rapportando questa cifra ai circa 830mila residenti della provincia, si ottiene una media teorica superiore ai 28mila euro per abitante, neonati compresi. Naturalmente si tratta soltanto di un dato statistico, che non descrive la reale distribuzione della ricchezza tra la popolazione, ma permette di comprendere le dimensioni complessive del risparmio depositato nel sistema bancario italiano. La crescita, del resto, non è un fenomeno limitato all’ultimo anno: nel 2019, prima della pandemia, i depositi ammontavano a circa 18,7 miliardi di euro. In sei anni sono quindi aumentati di quasi 4,8 miliardi, pari al 25,7%. Una quantità crescente di denaro fermo sui conti, tuttavia, non significa necessariamente che famiglie e imprese siano diventate più ricche. Una parte della liquidità può essere infatti interpretata come risparmio precauzionale, cioè denaro mantenuto immediatamente disponibile per affrontare spese future o eventuali periodi di difficoltà. Se particolarmente accentuato, però, questo comportamento può tradursi in minori consumi e investimenti e, di conseguenza, contribuire a rallentare la crescita economica. L’aumento dei depositi può quindi essere letto anche come un indicatore della prudenza di famiglie e imprese, che in una fase percepita come incerta possono preferire mantenere una maggiore disponibilità di denaro sui conti anziché spenderlo o investirlo. Nel 2025 la crescita della liquidità ha interessato, con proporzioni differenti, molti dei principali centri della provincia. Se sul fronte dei depositi l’aumento è stato consistente, decisamente più moderata è stata invece la crescita degli impieghi bancari, vale a dire l’insieme di prestiti, mutui, fidi, scoperti e finanziamenti concessi dagli istituti di credito. Nel 2025 il totale dei crediti bancari in Brianza ha raggiunto 17,32 miliardi di euro, rispetto ai 16,99 miliardi del 2024: un incremento di circa 328 milioni di euro, pari all’1,9% in un anno. Il confronto con i dati storici rende ancora più evidente la distanza tra la crescita della liquidità e quella del credito. Negli ultimi anni si è dunque verificato un parziale recupero, ma il livello dei finanziamenti resta ancora molto distante dai massimi raggiunti in passato. Nel complesso, i numeri delineano una disponibilità di liquidità sempre maggiore ma, contemporaneamente, un utilizzo ancora prudente del credito. I depositi crescono molto più velocemente dei finanziamenti, confermando una tendenza all’accumulo che prosegue ormai da diversi anni. Un fenomeno che può rappresentare una solida riserva finanziaria per famiglie e imprese, ma che allo stesso tempo pone un interrogativo sulla capacità di trasformare questa liquidità in consumi, investimenti e nuove iniziative economiche in grado di sostenere la crescita del territorio.

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