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Inflazione nell’Eurozona: a luglio cala la percezione delle famiglie, aspettative più contenute

A luglio la percezione dell’inflazione da parte delle famiglie dell’area euro ha registrato un lieve allentamento, accompagnato da un calo delle aspettative sull’andamento dei prezzi nel breve e medio periodo. È quanto emerge dalla Consumer Expectations Survey, l’indagine periodica della Banca centrale europea (Bce) sulle aspettative dei consumatori, uno degli strumenti utilizzati dall’istituto di Francoforte per monitorare l’evoluzione dell’inflazione e i possibili effetti di seconda battuta, tra cui il rischio di una rincorsa tra salari e prezzi. Secondo la Survey, il tasso di inflazione percepito, cioè la misura di quanto i cittadini ritengono siano aumentati i prezzi nei dodici mesi precedenti, è sceso su base mediana al 3,5%, rispetto al 3,6% registrato a giugno. La mediana è il valore che divide il campione in due metà uguali, con il 50% delle risposte al di sopra e il restante 50% al di sotto di quella soglia, e viene utilizzata in questo tipo di indagini perché permette di rappresentare meglio l’opinione “tipica” delle famiglie, limitando l’influenza di eventuali risposte estreme. Indicazioni positive arrivano anche dalle aspettative sull’inflazione futura: per i prossimi dodici mesi le famiglie dell’area euro prevedono, sempre su base mediana, un’inflazione al 2,9%, in diminuzione rispetto al 3% rilevato nel mese precedente. Scendono anche le aspettative a tre anni, passate dal 2,8% al 2,7%. Si tratta di un indicatore particolarmente importante per la politica monetaria, perché le aspettative sull’andamento futuro dei prezzi possono influenzare direttamente le decisioni di famiglie e imprese. Se consumatori e aziende si aspettano infatti che l’inflazione rimanga elevata a lungo, possono adeguare di conseguenza richieste salariali e listini, contribuendo a generare nuove pressioni sui prezzi. Rimangono invece invariate le aspettative di più lungo periodo: secondo la Survey, l’inflazione attesa a cinque anni resta ferma al 2,4%. La Bce ha come obiettivo un’inflazione del 2% nel medio termine e, proprio per questo, monitora attentamente le aspettative a lungo termine, che rappresentano anche un indicatore della fiducia dei cittadini nella capacità della banca centrale di mantenere la stabilità dei prezzi nel tempo. Il fatto che le attese a cinque anni rimangano relativamente vicine al target, pur collocandosi ancora leggermente al di sopra, costituisce quindi un elemento significativo nella valutazione complessiva delle prospettive inflazionistiche. Nel complesso, i dati di luglio delineano un quadro di graduale attenuazione delle pressioni percepite dalle famiglie: diminuisce l’inflazione avvertita nei dodici mesi precedenti e si riducono le aspettative per il breve e il medio periodo, mentre quelle di lungo termine restano sostanzialmente stabili. Un andamento che sarà seguito con attenzione dalla Bce per valutare quanto il processo di normalizzazione dell’inflazione si stia consolidando nell’economia dell’area euro.

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