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Banche, la Commissione UE prepara la riforma: meno ostacoli, regole più semplici e mercato unico più integrato

La Commissione europea ha presentato una nuova comunicazione strategica per rafforzare la competitività del settore bancario, delineando le linee guida di un pacchetto di riforme legislative che sarà presentato nel primo trimestre del 2027. L’obiettivo è costruire un mercato bancario europeo più integrato, ridurre gli ostacoli alle attività transfrontaliere e rendere il quadro regolamentare più semplice, proporzionato ed efficiente, senza compromettere la stabilità del sistema finanziario.

L’iniziativa si inserisce nella strategia della Savings and Investments Union (SIU), attraverso la quale Bruxelles intende favorire una migliore canalizzazione del risparmio verso investimenti produttivi. Un sistema bancario più forte e maggiormente integrato, secondo la Commissione, sarà infatti essenziale per sostenere la crescita economica, l’innovazione, la transizione energetica e gli investimenti necessari nei settori strategici, compreso quello della difesa.

Presentando il piano, la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha ribadito che una maggiore circolazione dei capitali rappresenta un elemento fondamentale per la competitività dell’Unione. L’obiettivo è ricalibrare l’approccio alla gestione del rischio affinché le banche possano finanziare più efficacemente famiglie e imprese, mantenendo al contempo elevati livelli di solidità e sicurezza.

La Commissione individua tre principali criticità che oggi limitano la capacità del sistema bancario europeo di sostenere lo sviluppo dell’economia. La prima riguarda la persistente frammentazione del mercato lungo i confini nazionali, che ostacola la crescita dimensionale degli istituti di credito e riduce la loro capacità di competere con i principali operatori internazionali. La seconda concerne l’attuazione degli standard di Basilea III, che, secondo Bruxelles, non sempre tiene adeguatamente conto delle peculiarità del sistema bancario europeo, caratterizzato dalla presenza di istituti con dimensioni, attività e modelli di business molto diversi tra loro. La terza criticità è rappresentata dalla complessità dell’attuale quadro normativo, dove l’intreccio tra disciplina prudenziale, regole sulla risoluzione bancaria e obblighi di segnalazione genera costi amministrativi e oneri significativi sia per gli intermediari sia per le autorità di vigilanza.

Per affrontare queste problematiche, il primo pilastro della riforma punta a rafforzare l’integrazione del mercato unico bancario. La Commissione intende eliminare gli ostacoli, sia prudenziali sia amministrativi, che ancora limitano le operazioni transfrontaliere, consentendo ai gruppi bancari di gestire capitale e liquidità in modo più efficiente all’interno dell’Unione europea. Ciò permetterebbe di destinare le risorse disponibili verso gli investimenti più produttivi, senza compromettere il finanziamento delle economie nazionali né la stabilità dei singoli Stati membri.

Nell’ambito dello stesso obiettivo, Bruxelles prevede inoltre di rafforzare il sistema europeo di tutela dei depositi attraverso un nuovo meccanismo comune, più semplice ed efficace, destinato a sostituire la proposta del 2015 relativa al sistema europeo di assicurazione dei depositi. Il nuovo modello dovrebbe valorizzare e coordinare le reti di protezione nazionali ed europee già esistenti.

Ulteriori interventi riguarderanno il rafforzamento del coordinamento nell’applicazione della normativa antiriciclaggio e delle disposizioni a tutela dei consumatori, con lo scopo di facilitare l’offerta di servizi finanziari oltre i confini nazionali e favorire una reale integrazione del mercato bancario europeo.

Il secondo pilastro della strategia riguarda invece l’applicazione degli standard internazionali. Pur confermando il proprio impegno a rispettare le regole condivise a livello globale, la Commissione valuterà se alcune modalità di recepimento di Basilea III abbiano prodotto effetti eccessivamente restrittivi sulla capacità di credito delle banche europee. In quest’ottica potranno essere riviste alcune disposizioni prudenziali e di governance societaria, così da renderle maggiormente coerenti con le caratteristiche operative e dimensionali degli istituti dell’Unione.

Il terzo ambito di intervento è dedicato alla semplificazione normativa. Bruxelles intende razionalizzare i requisiti patrimoniali, armonizzare le riserve macroprudenziali e standardizzare le procedure relative al capitale destinato alla gestione delle crisi bancarie, riducendo duplicazioni e adempimenti burocratici. È inoltre prevista una revisione dei criteri utilizzati per individuare gli “enti piccoli e non complessi”, così da applicare a tali operatori obblighi realmente proporzionati alle loro dimensioni e alla natura della loro attività.

Con la pubblicazione della comunicazione si apre ora una fase di consultazione che coinvolgerà banche, autorità di vigilanza, Stati membri e tutti gli altri soggetti interessati. I contributi raccolti saranno utilizzati per definire il contenuto del pacchetto legislativo che la Commissione europea presenterà nei primi mesi del 2027 nell’ambito della strategia “Un’Europa, un mercato”, con l’obiettivo di rendere il sistema bancario europeo più competitivo, efficiente e capace di sostenere la crescita dell’economia dell’Unione.

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