Wall Street attende la Fed: cresce la probabilità di un rialzo dei tassi, focus anche sull'inflazione
- piscitellidaniel
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Wall Street ha chiuso la seduta di venerdì in rialzo, ma gli indici si preparavano comunque ad archiviare una settimana negativa, mentre gli investitori continuavano a fare i conti con una raffica di trimestrali, le crescenti tensioni in Medio Oriente e i nuovi dazi annunciati dall'amministrazione Trump.
Tra i protagonisti della giornata c'è stata Intel, che ha presentato una guidance superiore alle attese sia per ricavi sia per utili del trimestre e ha illustrato un piano di aumento degli investimenti nei prossimi due anni. Nonostante le prospettive incoraggianti, il titolo ha ceduto il 3%.
Il comparto dei semiconduttori ha invece sofferto, con il Philadelphia Semiconductor Index in calo del 2,7%.
Sul bilancio settimanale, S&P 500 e Nasdaq erano avviati a chiudere la seconda settimana consecutiva in ribasso, mentre il Dow Jones si dirigeva verso la terza ottava negativa di fila, dopo il brusco sell-off di giovedì guidato dalle big tech.
A pesare sul sentiment resta il crescente costo degli investimenti nell'intelligenza artificiale. I conti di Alphabet e Tesla hanno infatti evidenziato un aumento delle spese in conto capitale e dell'assorbimento di liquidità, alimentando i dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti richiesti dal settore.
L'attenzione del mercato è ora rivolta ai risultati trimestrali di Microsoft, Amazon e Meta, attesi la prossima settimana, che potrebbero fornire indicazioni decisive sullo stato di salute del comparto tecnologico e sull'evoluzione della corsa all'intelligenza artificiale.
Il comparto immobiliare ha guidato i rialzi dello S&P 500, mettendo a segno un progresso del 2,3%.
A trainare il settore è stata Digital Realty Trust, le cui azioni sono balzate del 15%, avviandosi verso la migliore performance giornaliera dal 2009. Il rally è stato sostenuto dall'aggiornamento al rialzo delle previsioni sui flussi di cassa operativi per l'intero esercizio.
Sul fronte commerciale, l'amministrazione Trump ha introdotto nuovi dazi del 10% e del 12,5% su beni importati da 60 partner commerciali, motivando la misura con l'insufficiente applicazione delle norme contro il lavoro forzato. L'annuncio è arrivato in concomitanza con la scadenza della tariffa globale temporanea del 10%.
Nel frattempo, le tensioni geopolitiche sono tornate al centro dell'attenzione dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi missilistici contro obiettivi in Iran, in seguito all'avvertimento del presidente Donald Trump di possibili "pesanti punizioni militari" nei confronti di Teheran e dei ribelli Houthi nello Yemen.
Sebbene il prezzo del petrolio abbia registrato un calo nella seduta di venerdì, gli operatori continuano a monitorare il rischio che un eventuale shock energetico prolungato possa alimentare nuove pressioni inflazionistiche a livello globale, costringendo le principali banche centrali a rivedere l'orientamento della politica monetaria.
L'attenzione dei mercati è ora rivolta alla riunione della Federal Reserve della prossima settimana. Secondo il FedWatch Tool del CME, la probabilità di un rialzo dei tassi è salita a circa il 33%, in netto aumento rispetto al 12% registrato una settimana fa.
Gli investitori seguiranno inoltre con particolare interesse la pubblicazione dell'indice PCE, la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, prevista per il giorno successivo alla decisione di politica monetaria e considerata un indicatore chiave per le future mosse della banca centrale.
Alle 11:58 il Dow Jones Industrial Average è salito di 358,97 punti, pari allo 0,70%, a quota 52.073,03, l'S&P 500 ha guadagnato 43,50 punti, pari allo 0,59%, a 7.451,80 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 30,60 punti, pari allo 0,12%, a 25.168,30.
Sul fronte macroeconomico, i dati hanno evidenziato un'accelerazione dell'attività nel settore dei servizi statunitense a luglio, sostenuta anche dalla spesa legata ai Mondiali FIFA e alle celebrazioni del Giorno dell'Indipendenza. Al contrario, il comparto manifatturiero ha mostrato un ulteriore rallentamento, scendendo al livello più basso dallo scorso marzo.
Tra i singoli titoli, SLB è balzata del 10% dopo aver pubblicato utili del secondo trimestre superiori alle attese degli analisti.
Sul fronte dell'ampiezza del mercato, al New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 2,11 a 1, mentre al Nasdaq il rapporto è stato di 1,11 a 1.
L'S&P 500 ha registrato 15 nuovi massimi e quattro nuovi minimi a 52 settimane. Sul Nasdaq Composite, invece, sono stati segnati 61 nuovi massimi e 147 nuovi minimi nello stesso periodo.
Fonte: investing.com





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