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Wall Street chiude in rialzo, occhi sulle trimestrali di Alphabet e Tesla per testare il rally dell'IA


L'indice S&P 500 ha chiuso la seduta di mercoledì in rialzo, mentre i titoli tecnologici si sono mossi senza una direzione definita. Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei primi risultati trimestrali delle principali società tecnologiche, chiamati a confermare la tenuta del rally di Wall Street alimentato dall'intelligenza artificiale.


Dopo mesi di forti guadagni che hanno portato i principali indici a recuperare dai minimi di marzo, il mercato ha mostrato segnali di rallentamento, appesantito dall'andamento altalenante dei titoli dei semiconduttori, un comparto con un peso significativo sugli indici.


L'indice Philadelphia SE Semiconductor ha registrato un progresso dell'1,4%, ma il fatto che abbia chiuso in calo in cinque delle ultime dieci sedute riflette un sentiment ancora incerto nei confronti del settore.


L'attenzione del mercato è ora rivolta ai conti del secondo trimestre di Alphabet e Tesla, le prime società delle "Magnifiche Sette" a presentare i risultati dopo la chiusura di Wall Street. Gli investitori cercano indicazioni concrete sul ritorno degli ingenti investimenti effettuati dalle big tech nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.


In particolare, Alphabet è osservata speciale dopo che il rinvio del lancio di un modello chiave per la sua strategia nell'intelligenza artificiale ha alimentato nuovi dubbi sulle prospettive del gruppo. Le azioni della società hanno terminato la seduta sostanzialmente invariate.


Anche Texas Instruments ha guadagnato l’1,3% in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali attesi dopo la chiusura di Wall Street.


Il comparto tecnologico dell’S&P 500 si è mosso in territorio misto nel corso della seduta, per poi portarsi in rialzo dello 0,3%, sostenuto soprattutto dai forti acquisti sui produttori di hardware legati all’intelligenza artificiale.


Le azioni di Super Micro Computer sono balzate del 23,8% dopo che la società ha annunciato nuovi ordini per oltre 60 miliardi di dollari nel quarto trimestre. Il dato ha spinto al rialzo anche i concorrenti Dell Technologies e Hewlett Packard Enterprise, in progresso rispettivamente del 10% e del 5,2%, sulla scia delle indicazioni preliminari positive diffuse da Super Micro.


Le megacap tecnologiche, nel complesso, hanno invece mostrato debolezza: Microsoft, Amazon, Apple e Meta Platforms hanno perso tra lo 0,8% e il 2,3%.


L’intenso calendario delle trimestrali ha aumentato il rischio di movimenti più bruschi sui mercati nel corso della settimana, mentre il contesto geopolitico ha continuato a invitare alla prudenza.


L’attenzione è rimasta concentrata sul Medio Oriente, dove le minacce alla navigazione da parte dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran e l’escalation del conflitto hanno alimentato timori per la sicurezza di due snodi fondamentali dell’approvvigionamento energetico globale.


Mercoledì il presidente Donald Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti colpiranno un ponte o una centrale elettrica iraniana ogni volta che l’Iran aprirà il fuoco contro una nave nello Stretto di Hormuz.


I prezzi del petrolio hanno raggiunto i livelli più elevati delle ultime sei settimane, alimentando nuove preoccupazioni sull'inflazione e rendendo più complesso il percorso delle principali banche centrali.


Secondo il sondaggio Reuters condotto tra gli economisti, la Federal Reserve dovrebbe mantenere invariati i tassi d'interesse per il resto del 2026. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il rischio di un ulteriore rialzo del costo del denaro resta significativo.


Anche i mercati scommettono su una pausa della banca centrale statunitense: lo strumento FedWatch del CME Group indica una probabilità di circa il 72% che la Fed lasci i tassi invariati nella riunione della prossima settimana.


Alle 12:10 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 190,81 punti, pari allo 0,37%, a quota 52.415,45, l'S&P 500 ha guadagnato 13,32 punti, pari allo 0,18%, a 7.522,52 e il Nasdaq Composite ha perso 8,42 punti, pari allo 0,03%, a 25.828,26.


Tra i singoli titoli, AT&T è salita del 3,8% dopo aver registrato nel secondo trimestre un numero di nuovi abbonati alla telefonia mobile superiore alle attese degli analisti.


In rialzo anche Philip Morris International (+3%), sostenuta da una domanda più robusta di sigarette, che ha consentito al gruppo di superare le stime di mercato sui risultati trimestrali.


Sul New York Stock Exchange il numero dei titoli in rialzo e di quelli in ribasso è risultato sostanzialmente equivalente, con un rapporto di 1 a 1. Sul Nasdaq, invece, i titoli in calo hanno prevalso su quelli in progresso con un rapporto di 1,42 a 1.


Nel corso della seduta, l'S&P 500 ha registrato 13 nuovi massimi a 52 settimane e un solo nuovo minimo, mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno 36 nuovi massimi e 68 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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