Wall Street chiude in lieve rialzo: inflazione alla produzione in calo, ma i semiconduttori frenano il mercato
- piscitellidaniel
- 2 giorni fa
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Wall Street ha chiuso la seduta di mercoledì con rialzi contenuti, sostenuta da un dato sull'inflazione alla produzione più debole del previsto e da una serie di trimestrali societarie migliori delle attese, che hanno alimentato l'ottimismo degli investitori. A frenare i progressi dei principali indici è stata però la debolezza del comparto dei semiconduttori.
Tra i protagonisti della giornata, PayPal ha messo a segno un rally di quasi il 14% dopo che Reuters, citando alcune fonti, ha riferito che Stripe e il fondo di private equity Advent International avrebbero presentato un'offerta di acquisizione da 60,50 dollari per azione, pari a un premio di circa il 28% rispetto alla chiusura di martedì.
Il comparto finanziario ha continuato a sostenere il mercato grazie a risultati trimestrali solidi, con l'indice di settore dello S&P 500 in rialzo dell'1,1%.
In evidenza anche BlackRock, che ha guadagnato il 7,3% dopo aver pubblicato utili superiori alle aspettative degli analisti. In controtendenza Morgan Stanley, che ha ceduto l'1% nonostante un risultato trimestrale migliore delle previsioni.
A frenare la performance di Wall Street è stato soprattutto il comparto dei semiconduttori. L'indice Philadelphia Semiconductor ha lasciato sul terreno il 2,9%, scendendo ai minimi dell'ultima settimana e cancellando parte dei guadagni accumulati nelle sedute precedenti.
La debolezza del settore ha pesato anche sul comparto tecnologico dello S&P 500, che ha chiuso in calo dello 0,8%. A contenere le perdite hanno contribuito alcuni titoli a grande capitalizzazione, con Apple protagonista tra le "Magnifiche Sette" grazie a un rialzo del 3,6%.
Nel frattempo, la stagione delle trimestrali entra nella sua fase più intensa, in un contesto particolarmente delicato per i mercati azionari. Lo S&P 500 ha guadagnato oltre il 10% da inizio anno e si mantiene vicino ai massimi storici di chiusura toccati a giugno, lasciando il mercato più esposto a eventuali sorprese negative dai risultati societari.
Sul fronte macroeconomico, i dati diffusi mercoledì hanno fornito ulteriori segnali di un raffreddamento delle pressioni inflazionistiche. A giugno, l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) per la domanda finale è diminuito dello 0,3% su base mensile, sorprendendo gli analisti che si attendevano un dato invariato. Il dato rafforza l'idea di un'inflazione in rallentamento prima dell'inasprimento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Il dato sui prezzi alla produzione è arrivato all'indomani della pubblicazione dell'inflazione al consumo, risultata anch'essa inferiore alle attese. Un quadro che ha contribuito ad attenuare le aspettative di un imminente rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve.
Alla luce dei dati macroeconomici più recenti, i mercati attribuiscono ora una probabilità di circa il 12% a un aumento di 25 punti base nella prossima riunione della banca centrale, in programma alla fine del mese.
Nel frattempo è proseguita al Congresso la testimonianza del presidente della Fed, Kevin Warsh. Nel corso della seconda giornata di audizione, Warsh ha affermato che la banca centrale non sta centrando il proprio obiettivo di stabilità dei prezzi, evitando però di fornire indicazioni precise sulle prossime mosse di politica monetaria. Il presidente ha ribadito che tutte le opzioni restano sul tavolo, da un rialzo dei tassi al mantenimento degli attuali livelli, fino a un eventuale taglio.
Alle 11:51 ET il Dow Jones Industrial Average è salito di 142,98 punti, pari allo 0,27%, a 52.651,25, l'S&P 500 ha guadagnato 5,50 punti, pari allo 0,07%, a 7.549,09 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 53,06 punti, pari allo 0,20%, a 26.160,07.
Tra i singoli titoli, Elevance Health ha perso l'8,6% nonostante abbia rivisto al rialzo le previsioni di utile per l'intero esercizio, un aggiornamento che non è stato sufficiente a soddisfare le aspettative degli investitori.
Sul fronte dell'ampiezza del mercato, al New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno prevalso su quelli in calo con un rapporto di 1,91 a 1, mentre al Nasdaq il rapporto è stato di 1,51 a 1.
Fonte: investing.com





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