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L’accesso anticipato ai post di Trump diventa un business: fino a 100 mila dollari al mese per i grandi investitori

17 lug
Tempo di lettura: 2 min

La società Trump Media & Technology Group (TMTG), proprietaria del social network Truth Social, ha deciso di trasformare in un nuovo modello di business uno degli strumenti di comunicazione più influenti della politica americana. Dal 1° agosto sarà infatti disponibile un servizio premium destinato a banche, fondi di investimento e società di trading algoritmico, che consentirà di ricevere con alcuni millisecondi di anticipo i post pubblicati dagli account più influenti della piattaforma, compreso quello del presidente Donald Trump. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, il costo del servizio potrebbe arrivare fino a 100 mila dollari al mese per cliente. L'obiettivo dichiarato è offrire agli operatori finanziari un flusso di dati ad altissima velocità, in grado di consentire reazioni immediate a informazioni che spesso hanno un impatto diretto sui mercati azionari, obbligazionari e valutari.


Il nuovo servizio, denominato Truth API, fornirà un accesso privilegiato ai contenuti pubblicati dai dieci profili considerati più influenti della piattaforma, includendo anche un archivio storico dei messaggi diffusi dal 2022. L'iniziativa si rivolge soprattutto agli operatori della finanza ad alta frequenza, per i quali anche pochi millisecondi possono rappresentare un vantaggio competitivo nelle operazioni di mercato. Negli ultimi anni i post di Trump hanno dimostrato di essere in grado di provocare oscillazioni immediate dei prezzi di azioni, obbligazioni, valute e criptovalute, in particolare quando riguardano dazi commerciali, politica economica, tensioni geopolitiche o decisioni di politica estera. Per questo motivo TMTG ritiene che un accesso più rapido alle informazioni costituisca un servizio di elevato valore economico e una nuova fonte di ricavi ricorrenti per la società.


L'annuncio ha però suscitato numerose polemiche sul piano etico e istituzionale. Diversi esperti di diritto pubblico e osservatori dei mercati finanziari hanno evidenziato il possibile conflitto d'interessi derivante dal fatto che il principale autore dei contenuti destinati a muovere i mercati sia anche il presidente degli Stati Uniti e, contemporaneamente, il maggiore azionista della società che vende il servizio. Secondo i documenti societari, la famiglia Trump mantiene infatti una quota di controllo significativa di TMTG. I critici sostengono che la monetizzazione dell'accesso privilegiato a comunicazioni potenzialmente rilevanti per le decisioni economiche possa creare un vantaggio informativo riservato a chi dispone delle risorse necessarie per pagare il servizio, alimentando dubbi sulla parità di accesso alle informazioni di interesse pubblico. Da parte dell'azienda, invece, si sottolinea che servizi analoghi esistono già per altre piattaforme digitali e che il nuovo prodotto risponde semplicemente alla crescente domanda di dati distribuiti con la massima rapidità possibile.


L'iniziativa conferma come la comunicazione politica sia ormai diventata un fattore capace di influenzare direttamente i mercati finanziari globali. In un contesto in cui un singolo messaggio pubblicato sui social può modificare in pochi istanti le aspettative degli investitori, la velocità di accesso alle informazioni assume un valore economico sempre più elevato. Il progetto di Trump Media apre così un nuovo capitolo nel rapporto tra social network, finanza e politica, ponendo interrogativi destinati ad alimentare il dibattito internazionale. Da una parte emerge la crescente commercializzazione dei dati digitali e delle informazioni in tempo reale; dall'altra si rafforza il confronto sui limiti che dovrebbero essere posti quando il contenuto di maggiore valore economico coincide con le comunicazioni del capo della prima economia mondiale.

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