top of page

Case in Europa, prezzi ancora in aumento: il nodo dell’offerta residenziale

1 minuto fa
Tempo di lettura: 2 min
Case in Europa, prezzi ancora in aumento: il nodo dell’offerta residenziale — immagine illustrativa

Eurostat rileva un rialzo annuo del 4,7% nell’Ue nel secondo trimestre 2026, mentre i permessi non equivalgono a case pronte.



I prezzi delle abitazioni nell’Unione europea continuano a crescere. Secondo Eurostat, nel secondo trimestre del 2026 aumentano del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Nell’area euro le variazioni sono rispettivamente del 4% e dell’1,1%. L’indice statistico riguarda gli immobili residenziali acquistati dalle famiglie europee, sia nuovi sia esistenti.


La crescita resta diffusa, ma con differenze marcate. Tra i Paesi con dati disponibili, 23 registrano un aumento annuo e tre una diminuzione. Il Portogallo sale del 16,5%, la Bulgaria del 15,5% e la Lituania del 14,3%. Arretrano invece Finlandia, Lussemburgo e Francia. Per l’Italia l’indice indica un aumento del 4% su base annua e dell’1,7% rispetto al primo trimestre.


Anche la locazione mostra rincari: nell’Ue gli affitti aumentano del 3% annuo e dello 0,7% sul trimestre precedente. Prezzi di acquisto e canoni seguono indicatori distinti e non misurano la stessa operazione economica. Le variazioni riportate sono nominali: per valutare l’andamento reale occorre considerare anche l’inflazione, mentre l’accessibilità per le famiglie richiede un confronto con redditi e costo del finanziamento.


Sul lato dell’offerta, i permessi di costruzione rappresentano un indicatore anticipatore. Eurostat rileva le abitazioni autorizzate e le superfici previste dai progetti: l’autorizzazione non certifica l’avvio o il completamento del cantiere. Tra il rilascio del titolo e la disponibilità dell’alloggio possono intervenire tempi tecnici e decisioni economiche che impediscono di sovrapporre le due grandezze.


Il portale europeo BUILD UP descrive segnali di ripresa dei permessi dal 2025, pur su livelli ancora lontani da quelli del 2021. Il recupero è indicato come diseguale tra mercati nazionali. Il quadro va letto accanto alle statistiche sui prezzi, mantenendo distinti il periodo delle autorizzazioni, quello delle compravendite e la futura immissione degli immobili sul mercato.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page