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Gli italiani risparmiano, ma prudenza e scarsa diversificazione frenano gli investimenti

4 minuti fa
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Gli italiani risparmiano, ma prudenza e scarsa diversificazione frenano gli investimenti

L’indagine Intesa Sanpaolo-Centro Einaudi rileva capacità di accantonamento e fragilità nella pianificazione.



Gli italiani continuano ad accantonare risorse, ma la capacità di risparmiare non implica una gestione equilibrata del patrimonio. L’Indagine sul Risparmio 2026 di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, condotta su 1.800 capifamiglia titolari di conto corrente, rileva che il 56% riesce a risparmiare, destinando agli accantonamenti in media l’11,9% del reddito disponibile.

La motivazione prevalente è precauzionale, indicata dal 40% del campione. Pensione e casa raccolgono ciascuna il 19%, mentre il risparmio destinato agli investimenti arriva al 6%. La funzione di protezione resta centrale, ma l’esperienza dell’inflazione ha reso più visibile il costo della liquidità non remunerata in termini di potere d’acquisto.

Il rapporto fra intervistati contrari ad assumere rischi finanziari e favorevoli raggiunge 33,6. Non è una percentuale: misura lo squilibrio fra i due gruppi. La forte avversione al rischio convive però con portafogli scarsamente o per nulla diversificati per quasi il 72% di chi investe. La percezione soggettiva di sicurezza può quindi accompagnarsi a una concentrazione effettiva delle esposizioni.

La pianificazione previdenziale rimane fragile. Aderisce a una forma complementare il 22% degli intervistati; resta limitata la conoscenza dei vantaggi fiscali dei versamenti volontari, che possono favorire gli accantonamenti. Anche la protezione assicurativa è disomogenea: le coperture sanitarie riguardano il 16,9% del campione e quelle per la non autosufficienza il 13,9%.

Il digitale incontra una fiducia selettiva: truffe e tutela dei dati preoccupano il 76,5% degli intervistati. Strumenti di controllo semplici e assistenza umana possono sostenere decisioni più consapevoli. Nel rapporto fra risparmio e imprese, affrontato anche dal lavoro CASMEF Luiss, il tema è rendere accessibili impieghi produttivi compatibili con i bisogni delle famiglie. La quota per il lungo periodo richiede una valutazione distinta dalle risorse per emergenze e spese già previste.

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