Danni climatici, il rapporto ConsumerLab stima 915 miliardi in Europa

La ricostruzione arriva al 2025. I dati ufficiali EEA si fermano al 2024 e vanno distinti dalle stime sul caldo.
Il conto economico degli eventi climatici estremi continua a crescere. Il rapporto «Strategia per la pace climatica» di ConsumerLab e Future Respect, ripreso il 18 ottobre, indica per l’Europa perdite pari a 915 miliardi di euro tra il 1980 e il 2025. La ricostruzione combina 822 miliardi fino al 2024 e altri 93 miliardi attribuiti al 2025: non è una nuova serie ufficiale dell’Unione europea.
Per l’Italia il rapporto riporta 147 miliardi, equivalenti a circa 2.500 euro per abitante. Si tratta di una misura aggregata dei danni, non di una somma addebitata a ogni cittadino. Lo studio richiama oltre ottanta documenti e distingue le perdite legate agli eventi estremi dagli effetti economici più ampi delle temperature elevate.
Il quadro storico può essere confrontato con l’indicatore dell’Agenzia europea dell’ambiente. Per l’Ue a 27, l’agenzia stima 822 miliardi di perdite patrimoniali nel periodo 1980-2024, espressi a prezzi del 2024. Oltre 208 miliardi, un quarto del totale, si concentrano fra il 2021 e il 2024. La variabilità da un anno all’altro impone cautela nel leggere l’andamento.
Nella serie europea le alluvioni rappresentano il 47% dei danni e tempeste, grandine e fulmini circa il 27%; alle ondate di calore è attribuito quasi il 18%. La media annua passa da 8,6 miliardi negli anni Ottanta a 44,9 miliardi nel quinquennio 2020-2024. Questi confronti sono corretti per l’inflazione: non sommano importi nominali di epoche diverse.
ConsumerLab stima inoltre un effetto del caldo 2026 fino a un punto di Pil europeo. È una valutazione prospettica, da non confondere con un consuntivo né da aggiungere automaticamente ai danni patrimoniali. L’indicatore dell’agenzia segnala infine una copertura assicurativa privata inferiore al 20% delle perdite storiche: la quota varia molto per Paese e tipo di evento, lasciando esposta una parte rilevante di famiglie, imprese e finanze pubbliche. Le stime dei danni possono essere riviste con l’aggiornamento delle basi statistiche.






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