Wall Street chiude in calo tra tensioni con l'Iran, petrolio in rialzo e crollo dei semiconduttori
- piscitellidaniel
- 4 giorni fa
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Wall Street ha chiuso in calo lunedì, penalizzata dal riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran nel Golfo, che hanno alimentato un forte rialzo del petrolio e aumentato l'avversione al rischio degli investitori. A pesare sul mercato anche la prosecuzione delle vendite nel comparto dei semiconduttori.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti ripristineranno il blocco navale nei confronti delle navi iraniane nel Golfo, garantendo al contempo il mantenimento dell'apertura dello Stretto di Hormuz. La decisione arriva dopo un fine settimana segnato da un nuovo scambio di attacchi missilistici e con droni tra Washington e Teheran.
La nuova escalation mette in discussione l'accordo provvisorio raggiunto il mese scorso tra i due Paesi, che puntava a garantire la riapertura dello stretto e a porre fine al conflitto dopo 60 giorni di negoziati.
Le tensioni geopolitiche hanno spinto i futures sul greggio in rialzo di circa il 5%, con gli operatori preoccupati per possibili interruzioni lungo una delle più importanti rotte energetiche mondiali.
Tra gli indici, il Nasdaq ha registrato la performance peggiore, trascinato al ribasso dai titoli tecnologici e, in particolare, dal settore dei semiconduttori.
I produttori di chip di memoria, protagonisti di un forte rally nei mesi scorsi, hanno proseguito la fase correttiva: Western Digital ha ceduto il 6%, Micron Technology il 5% e Sandisk il 10%, figurando tra i titoli con le maggiori perdite dell'S&P 500.
Cinque degli undici principali settori dello S&P 500 hanno chiuso la seduta in territorio negativo, con il comparto tecnologico in calo dell'1,4%, la performance peggiore della giornata. L'indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 3,7%, portandosi a oltre il 14% sotto il massimo storico toccato alla fine di giugno.
Tra i titoli più penalizzati, le azioni statunitensi di SK Hynix hanno ceduto il 9%, dopo il brillante debutto sul Nasdaq avvenuto venerdì.
Debole anche SpaceX: il titolo della società guidata da Elon Musk, attiva nei settori aerospaziale e dell'intelligenza artificiale, ha toccato in avvio di seduta il livello più basso dalla quotazione del mese scorso, per poi chiudere in ribasso del 4%.
Alle 11:59 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 148,53 punti, pari allo 0,28%, attestandosi a 52.488,48, l'S&P 500 ha ceduto 37,18 punti, pari allo 0,49%, chiudendo a 7.538,21 e il Nasdaq Composite ha perso 278,38 punti, pari all'1,06%, chiudendo a 26.003,23.
Le vendite arrivano alla vigilia di una settimana cruciale per i mercati, caratterizzata dalla pubblicazione di importanti dati macroeconomici e dall'avvio della stagione delle trimestrali, eventi che potrebbero mettere alla prova la tenuta del rally di Wall Street.
Nonostante la flessione di lunedì, lo S&P 500 mantiene un guadagno superiore al 10% da inizio anno e resta a meno dell'1% dal record storico di chiusura raggiunto a inizio giugno. La scorsa settimana l'indice aveva archiviato il secondo rialzo consecutivo, resistendo sia alla volatilità del comparto dei semiconduttori sia al riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che hanno riportato in primo piano i timori per un possibile ritorno delle pressioni inflazionistiche.
Ad aprire la stagione delle trimestrali del secondo trimestre saranno, nei prossimi giorni, le principali banche di Wall Street.
Secondo le stime raccolte da LSEG I/B/E/S, gli utili delle società dello S&P 500 dovrebbero registrare una crescita del 23,7% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2025.
L'attenzione degli investitori sarà rivolta anche a una serie di importanti dati macroeconomici, a partire dall'indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, in calendario martedì. Il dato sull'inflazione potrebbe influenzare le aspettative del mercato sul futuro percorso della politica monetaria della Federal Reserve.
Sempre martedì è attesa la prima testimonianza al Congresso del presidente della Fed, Kevin Warsh, dedicata alla politica monetaria, un appuntamento che gli operatori seguiranno con particolare attenzione alla ricerca di indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale.
Secondo i dati di LSEG, i mercati continuano a prezzare almeno un rialzo dei tassi d'interesse di 25 punti base entro la fine dell'anno.
Sul fronte dell'ampiezza del mercato, al New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 1,34 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,75 a 1 a favore dei rialzi.
Fonte: investing.com





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