Dal concerto di Ultimo a Vinted: i cartelli della sicurezza diventano oggetti da collezione e finiscono in vendita online
Il mega concerto di Ultimo a Tor Vergata, che ha richiamato oltre 250 mila spettatori, continua a far discutere anche a distanza di giorni dalla conclusione dell'evento. Questa volta, però, a finire sotto i riflettori non è la straordinaria partecipazione del pubblico né l'organizzazione della manifestazione, ma un fenomeno inatteso che ha rapidamente conquistato i social e le piattaforme di compravendita online. Su Vinted sono infatti comparsi numerosi annunci relativi ai cartelli segnaletici utilizzati durante il concerto per orientare gli spettatori tra ingressi, uscite, percorsi pedonali e diverse aree dell'enorme spazio allestito per l'evento. Alcuni di questi pannelli sono stati messi in vendita a poche decine di euro, mentre altri hanno raggiunto richieste fino a 200 euro, trasformando elementi fondamentali del piano di sicurezza in insoliti oggetti da collezione.
La comparsa degli annunci ha alimentato numerosi interrogativi sulla provenienza della segnaletica. Non è stato chiarito quanti cartelli siano effettivamente scomparsi né in quale momento siano stati rimossi dall'area del concerto. Alcuni venditori hanno dichiarato di averli recuperati al termine della manifestazione, mentre altri non hanno fornito alcuna indicazione sulla loro origine. Resta il fatto che quei pannelli non erano semplici elementi decorativi o materiale promozionale, bensì strumenti progettati per garantire il corretto deflusso del pubblico e facilitare l'orientamento all'interno di un'area di oltre 150 mila metri quadrati, organizzata in sei diversi settori e dotata di decine di punti ristoro, servizi igienici e percorsi dedicati. La loro improvvisa scomparsa potrebbe aver contribuito alle difficoltà di orientamento segnalate da numerosi partecipanti al termine dello spettacolo.
L'episodio ha assunto rapidamente anche una dimensione istituzionale. L'assessore ai Grandi Eventi di Roma, Alessandro Onorato, ha annunciato l'intenzione del Campidoglio di presentare un esposto alla Procura, sottolineando come la sottrazione della segnaletica non possa essere considerata una semplice bravata. Secondo l'amministrazione capitolina, quei cartelli costituivano parte integrante del piano di sicurezza predisposto per un evento di dimensioni eccezionali e la loro rimozione avrebbe potuto compromettere la gestione dei flussi di persone. Onorato ha evidenziato che sottrarre e rivendere materiale destinato alla sicurezza pubblica equivale a privare la collettività di strumenti essenziali, paragonando il gesto alla rimozione della segnaletica stradale. Nel frattempo, alcuni annunci comparsi sulle piattaforme online sarebbero già stati rimossi, mentre le autorità stanno valutando eventuali accertamenti sull'origine degli oggetti messi in vendita.
La vicenda racconta anche un fenomeno sempre più diffuso: la trasformazione di qualsiasi elemento legato ai grandi eventi in un potenziale oggetto da collezione. Se in passato erano soprattutto biglietti, manifesti o gadget ufficiali ad acquisire valore nel mercato del memorabilia, oggi finiscono sulle piattaforme dell'usato anche materiali destinati esclusivamente all'organizzazione logistica. La rapidità con cui i cartelli del concerto sono comparsi online dimostra quanto il commercio digitale sia ormai in grado di intercettare ogni forma di interesse collezionistico, ma evidenzia anche i rischi connessi alla sottrazione di beni utilizzati per garantire la sicurezza del pubblico. L'episodio riapre così il dibattito sulla tutela delle infrastrutture temporanee durante i grandi eventi e sulla necessità di distinguere tra il desiderio di conservare un ricordo di una serata speciale e comportamenti che possono compromettere il corretto svolgimento delle manifestazioni e configurare ipotesi di illecito.





Commenti