Miele, Mielizia rinnova il marchio mentre cambia l’etichetta dell’origine

La filiera Conapi al centro del nuovo posizionamento: per le miscele diventano decisive provenienze, percentuali e tracciabilità.
Mielizia rinnova il proprio posizionamento con il messaggio “Dal fiore a te”, che richiama il percorso del miele dalla raccolta al consumatore. Il marchio di Conapi, cooperativa con oltre 600 apicoltori, aggiorna comunicazione e confezioni puntando sulla filiera. La novità arriva mentre le regole europee sull’origine rendono più dettagliate le informazioni richieste per le miscele.
La direttiva (UE) 2024/1438 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, ha modificato la disciplina del miele. L’Italia l’ha recepita con il decreto legislativo 30 dicembre 2025, n. 207. Il quadro applicabile dal 14 giugno 2026 richiede di indicare il Paese in cui il miele è stato raccolto; quando le origini sono diverse, i Paesi devono comparire nel campo visivo principale, in ordine decrescente di peso, con le rispettive percentuali.
La disciplina italiana ammette una specifica semplificazione: quando le origini sono più di quattro e le quattro quote maggiori superano il 60% della miscela, le percentuali possono essere limitate a queste ultime. Gli altri Paesi devono comunque essere riportati in ordine decrescente. È inoltre prevista una tolleranza del 5% per ciascuna quota, basata sulla documentazione di tracciabilità dell’operatore.
Per confezionatori e distributori, l’aggiornamento riguarda dunque anche le informazioni raccolte lungo la catena di approvvigionamento. Le indicazioni sul vasetto devono trovare riscontro nei documenti relativi alla composizione del prodotto. La provenienza dichiarata diventa un elemento più leggibile per confrontare le offerte, accanto a prezzo, varietà e caratteristiche del miele.
Conapi dichiara per la campagna 2026 conferimenti superiori a 2.000 tonnellate, ancora stimati, e un fatturato di 24,5 milioni nell’anno agricolo luglio 2025-giugno 2026. I risultati variano secondo le fioriture: l’acacia ha avuto un andamento favorevole, mentre agrumi, castagno e melata di bosco hanno mostrato maggiori difficoltà. La tenuta complessiva non elimina gli effetti del caldo e della siccità sulle produzioni.
La transizione normativa contempla anche le scorte precedenti. I prodotti immessi sul mercato o etichettati prima del 14 giugno 2026, conformi alle disposizioni allora applicabili, possono essere commercializzati fino al loro esaurimento. La presenza di confezioni con informazioni diverse può quindi dipendere da questa disciplina transitoria, che lega il regime utilizzabile alla data di immissione sul mercato o di etichettatura.






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