PepsiCo, ricavi in crescita ma bevande in affanno: la sfida passa da prezzi e volumi

Il terzo trimestre 2026 mostra un recupero degli snack e la pressione sui margini, con nuove previsioni sull’utile annuale.
PepsiCo chiude il terzo trimestre 2026 con 25,274 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 5,6% rispetto a un anno prima. La crescita organica, che esclude gli effetti di cambi e variazioni del perimetro, è del 3,1%. L’utile per azione riportato sale del 17% a 2,23 dollari, mentre quello rettificato dal gruppo secondo la misura aziendale “core” cresce del 2% a 2,34 dollari.
Il divario tra risultati contabili e rettificati richiede attenzione. L’utile operativo aumenta del 19%, ma nella misura core la crescita è del 3% e il margine si riduce di 35 punti base. Il comunicato segnala maggiori costi operativi e spese pubblicitarie, parzialmente compensati da produttività, prezzi e rimborsi tariffari. La crescita delle vendite convive quindi con pressioni sulla redditività sottostante.
Nel Nord America, i ricavi delle bevande aumentano del 5%, soprattutto per il contributo delle acquisizioni effettuate nel 2025, mentre i volumi scendono del 2% nel trimestre. L’espansione del fatturato non dimostra da sola una ripresa della domanda. Ramon Laguarta, presidente e amministratore delegato, riconosce le difficoltà nelle bibite e indica maggiori investimenti sui marchi, innovazione mirata e miglioramento dell’esecuzione commerciale.
Gli snack mostrano un recupero favorito da iniziative sull’accessibilità: interventi sui prezzi, formati alternativi e nuovi prodotti cercano di rispondere a consumatori con capacità di spesa sotto pressione. Secondo la direzione, questo percorso ha migliorato l’andamento dei volumi. Il trasferimento della stessa strategia alle bevande richiede però di considerare preferenze di consumo e dinamiche competitive proprie di quel mercato.
Per finanziare le priorità commerciali, il gruppo identifica ulteriori riduzioni strutturali dei costi, da attuare nei prossimi mesi. Laguarta collega gli interventi alla necessità di sostenere gli investimenti e contenere gli effetti dell’inflazione sui fattori produttivi. L’efficienza organizzativa diventa così una componente del programma di recupero, insieme alla capacità di offrire prodotti e prezzi competitivi.
PepsiCo aggiorna inoltre la previsione annuale dell’utile per azione core: crescita compresa tra il 2,5% e il 3,5%, rispetto alla precedente indicazione collocata nella parte bassa dell’intervallo 5-7%. La previsione riguarda una misura rettificata e non l’utile contabile. Per i ricavi organici l’attesa è ora circa il 3%, mentre l’aumento dei ricavi complessivi è stimato intorno al 6%.






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