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Cdp rilancia l’idea di un Nasdaq europeo per trattenere le startup

6 minuti fa
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Cdp rilancia l’idea di un Nasdaq europeo per trattenere le startup

Scannapieco chiede mercati dei capitali più integrati e liquidi, capaci di accompagnare la crescita degli unicorni europei.


Un mercato paneuropeo con profondità e liquidità paragonabili al Nasdaq potrebbe aiutare le startup e gli unicorni del continente a quotarsi senza trasferire capitale, governance e baricentro finanziario negli Stati Uniti. È la proposta rilanciata dall’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Dario Scannapieco, durante il primo Investor Day organizzato da Cdp a Milano.

Le imprese tecnologiche europee scelgono spesso il mercato americano perché offre una platea più ampia di investitori, maggiore liquidità e valutazioni sostenute da un ecosistema specializzato. La frammentazione tra borse, regole nazionali e basi di investitori limita invece la capacità europea di accompagnare le società dalla fase di venture capital alla quotazione.

Il progetto richiede più di un nuovo listino. Servono regole coordinate, ricerca finanziaria, investitori istituzionali disposti a sostenere la crescita, strumenti per i dipendenti e una continuità di finanziamento tra capitale privato e mercato pubblico. La liquidità non si crea per decreto: dipende dalla partecipazione stabile degli operatori e dalla qualità delle società quotate.

Cdp si presenta come banca di sviluppo e ponte tra risorse pubbliche e capitali privati. Il Tesoro possiede l’82,77% della Cassa e il resto è detenuto dalle fondazioni bancarie. La raccolta comprende il risparmio postale e le emissioni acquistate da investitori istituzionali, che richiedono rendimenti e una disciplina di mercato nelle operazioni.

All’incontro hanno partecipato oltre 150 investitori internazionali interessati anche alle partecipazioni strategiche di Cdp, tra cui Poste Italiane, Eni, Snam, Terna, Italgas, Nexi, Fincantieri, Ansaldo Energia e Autostrade per l’Italia. Scannapieco ha escluso un’offerta per Mts, pur definendola importante per la gestione del debito pubblico.

L’integrazione dei mercati resta distinta dai singoli dossier: ogni operazione richiede valutazioni autonome su concorrenza, prezzo, governance e sostenibilità.

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