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Gopinath chiede un’intesa Usa-Cina sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale

4 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

La cooperazione sulle regole si intreccia con produttività, trasformazione del lavoro e distribuzione dei benefici.


Tecnologia digitale, immagine illustrativa

Stati Uniti e Cina dovrebbero cooperare sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. È la posizione espressa a Repubblica da Gita Gopinath, economista di Harvard ed ex vicedirettrice generale del Fondo monetario internazionale. Il tema riguarda la capacità istituzionale di governare rischi che accompagnano una tecnologia con ampi effetti economici.

Il richiamo alla cooperazione riguarda anche la distribuzione: la crescita della produttività non determina automaticamente benefici uniformi per imprese e lavoratori. Investimenti, competenze e accesso agli strumenti possono influenzare chi riesce a utilizzare la tecnologia e chi sostiene i costi della transizione.

Un’analisi pubblicata dal Fondo monetario internazionale nel 2024 stimava che quasi il 40% dell’occupazione mondiale fosse esposto all’IA, con una quota vicina al 60% nelle economie avanzate. Esposizione significa possibilità di trasformazione delle attività: non coincide con una previsione di posti di lavoro cancellati. Una parte delle mansioni può essere potenziata, mentre altre possono subire una riduzione della domanda.

Il Fondo evidenziava inoltre il rischio che i guadagni favorissero chi dispone di capitale e competenze complementari, ampliando le disuguaglianze. Formazione, infrastrutture digitali e capacità di governo della tecnologia figurano tra gli elementi necessari per affrontare il cambiamento.

Per le imprese, la sicurezza entra nella valutazione degli investimenti. Un sistema che produce risultati poco affidabili può generare errori, costi di verifica e interruzioni operative. La produttività va quindi misurata sul processo completo, includendo controllo umano e correzioni. La cooperazione potrebbe riguardare criteri condivisi per valutare i rischi e rendere confrontabili le prove, senza presupporre identiche strategie industriali. Restano da definire strumenti, responsabilità e applicazione: la richiesta di un’intesa esprime un indirizzo, non documenta un accordo già raggiunto tra i due Paesi.

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