21 agosto 2026
- Luca Baj

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In tema di permesso di soggiorno per coesione familiare ai sensi del D.Lgs. n. 30 del 2007, il contratto di convivenza ex art. 1, commi 36 ss., l. n. 76 del 2016, stipulato quando uno dei contraenti è ancora vincolato da matrimonio con un terzo, è affetto da nullità insanabile e non può costituire documentazione idonea ad attestare una relazione stabile, né può essere considerato atto a efficacia differita o sottoposto a termine o condizione, essendo tali modalità espressamente escluse dalla legge.Autorità: Corte d’Appello di Roma, Penale, Sezione F, sentenzaData: 21 gennaio 2026Numero: 494
Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 187 C.d.S. non è sufficiente che l’agente si sia posto alla guida del veicolo subito dopo aver assunto droghe, ma occorre che egli abbia guidato in stato di alterazione causato da tale assunzione, essendo necessario, unitamente all’accertamento biologico, anche la valutazione sintomatica della persona, atta a stabilire che in quel momento la stessa fosse in stato di alterazione, posto che le tracce dello stupefacente permangono nell’organismo per diversi giorni dopo l’assunzione.Autorità: Tribunale di Pescara, Penale, sentenzaData: 22 gennaio 2026Numero: 98
In tema di appropriazione indebita, il reato ha natura istantanea e si consuma nel momento in cui l’agente compie il primo atto di interversione del possesso con volontà di far propria la cosa, restando irrilevante la successiva conoscenza del fatto da parte della persona offesa ai fini della decorrenza del termine di prescrizione; fa eccezione la sola ipotesi dell’amministratore di condominio, per il quale la consumazione coincide con la presentazione del rendiconto finale, non essendo altrimenti distinguibili le somme gestite da quelle distratte.Autorità: Tribunale di Treviso, Penale, sentenzaData: 23 gennaio 2026Numero: 2129
In tema di violenza sessuale, integra la fattispecie di cui all’art. 609-bis, comma 2, n. 1, c.p. la condotta di chi compia atti sessuali approfittando dello stato di inferiorità psichica o fisica della vittima derivante anche da volontaria assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti, essendo irrilevante qualsiasi eventuale consenso prestato in tali condizioni e configurandosi il reato a maggior ragione quando l’agente agisca in assenza di un consenso espresso, sfruttando lo stato di incoscienza della persona offesa.Autorità: Tribunale di Treviso, Penale, sentenzaData: 23 gennaio 2026Numero: 1762
Non integra il delitto di elusione di provvedimento del giudice di cui all’art. 388, comma 2, c.p. la condotta del genitore collocatario che, in presenza di un provvedimento civile che rimetta alla collaborazione delle parti la determinazione del periodo di visita estivo, indichi tempestivamente il proprio periodo di ferie per giustificate esigenze organizzative e si mostri disponibile a soluzioni alternative, qualora il mancato esercizio del diritto di visita da parte dell’altro genitore derivi da un disaccordo non superato o da una sua scelta rinunciataria, in assenza di comportamenti fraudolenti, simulati o connotati da mala fede.Autorità: Tribunale di Taranto, Penale, Sezione 1, sentenzaData: 26 gennaio 2026Numero: 219
Nel delitto previsto dall’art. 617 c.p., la presa di cognizione fraudolenta, da parte di un genitore, del contenuto delle conversazioni telefoniche tra i figli minori e l’altro genitore non è scriminata ai sensi dell’art. 51 c.p. quando il diritto-dovere di vigilanza sulle comunicazioni del minore, che giustifica l’intrusione nella sfera di riservatezza del fanciullo solo se determinata da un’effettiva necessità, non venga esercitato in maniera funzionale al perseguimento delle finalità per cui il potere è conferito.Autorità: Tribunale di Udine, Penale, sentenzaData: 29 gennaio 2026Numero: 19
L’omissione dell’avvertimento relativo alla facoltà per i prossimi congiunti dell’imputato di astenersi dal deporre determina una nullità relativa, che deve essere eccepita, a pena di decadenza, dalla parte che vi assiste prima del compimento dell’esame testimoniale ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo, ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.p.Autorità: Corte d’Appello di Torino, Penale, sentenzaData: 02 febbraio 2026Numero: non indicato nell’allegato
In tema di reati in materia edilizia, la fattispecie di cui all’art. 44, lett. b), del D.P.R. n. 380 del 2001 sanziona penalmente l’esecuzione di opere in assenza o difformità dalla concessione edilizia. Sono da considerare tali tutti gli interventi che determinano significativi aumenti di superficie o volume, modifiche della sagoma o alterazione dei prospetti, incidendo in modo significativo sul territorio attraverso una trasformazione dell’assetto edilizio e urbanistico.Autorità: Tribunale di Bari, Penale, Sezione 2, sentenzaData: 02 febbraio 2026Numero: 487
In tema di delitto tentato, al fine di escludere il tentativo per inidoneità degli atti si deve fare riferimento alla possibilità che l’evento accada, essendo il discrimine costituito dall’art. 49 c.p.; solo qualora l’evento non sia accaduto e non avesse alcuna possibilità di accadere può ritenersi che il tentativo non sussista, a nulla rilevando se la realizzazione dell’evento stesso fosse, allorché la condotta è stata posta in atto, più o meno probabile, anche solo per incapacità dell’agente o per mere difficoltà oggettive.Autorità: Tribunale di Bari, Penale, Sezione 1, sentenzaData: 02 febbraio 2026Numero: 420
La circonvenzione di incapace, di cui all’art. 643 c.p., richiede una situazione di deficienza psichica della persona offesa che, pur non dovendo necessariamente consistere in una vera e propria malattia mentale, deve comunque provocare un’incisiva menomazione delle facoltà intellettive e volitive, tale da rendere possibile la suggestione del minorato da parte di altri nonché la riduzione delle difese contro le altrui insidie. La condotta di induzione postula un’attività positiva diretta a determinare, convincere ovvero influire sulla volontà altrui, ma il reato non sussiste qualora il soggetto attivo si limiti a sfruttare un decadimento esclusivamente fisico legato all’avanzare dell’età che non intacchi in alcun modo il processo volitivo del paziente, mantenendolo perfettamente capace di intendere e di volere.Autorità: Tribunale di Bari, Penale, Sezione 1, sentenzaData: 04 febbraio 2026Numero: 451
Nella nozione di molestia, quale elemento costitutivo del reato, è destinata a rientrare qualsiasi condotta che concretizzi un’indebita ingerenza o interferenza, immediata o mediata, nella vita privata e di relazione della vittima, attraverso la creazione di un clima intimidatorio e ostile, idoneo a comprometterne la serenità e la libertà psichica.Autorità: Tribunale di Nocera Inferiore, Penale, sentenzaData: 06 febbraio 2026Numero: 165
Il delitto di insolvenza fraudolenta, di cui all’art. 641 c.p., non è identificabile con il semplice inadempimento contrattuale, neppure in caso di gravità e reiterazione. La prova della volontà precostituita di non adempiere alla propria obbligazione può essere desunta anche da elementi indiziari del contesto dell’azione e dal comportamento successivo dell’agente, ma non dal mero inadempimento, che costituisce un indice equivoco, compatibile anche con situazioni di sopravvenuta difficoltà economica o gestionale. Anche il silenzio o le reticenze possono assumere rilievo quale forma di dissimulazione soltanto quando risulti che, fin dal momento della stipula, l’intento di non adempiere fosse già maturato nel soggetto agente.Autorità: Tribunale di Trieste, Penale, sentenzaData: 11 febbraio 2026Numero: 133
Ai fini della configurabilità del reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, di cui all’art. 604-bis c.p., il concetto di propaganda presuppone la diffusività delle idee presso un numero indeterminato di persone e la concreta idoneità della condotta a trovare consensi nel pubblico. Tali caratteristiche non sussistono nel caso in cui i prevenuti abbiano esposto uno striscione e intonato cori nel corso di una partita di pallavolo; la propaganda di idee consiste nella divulgazione di opinioni finalizzata a influenzare il comportamento o la psicologia di un vasto pubblico e a raccogliere adesioni.Autorità: Tribunale di Trieste, Penale, sentenzaData: 23 febbraio 2026Numero: 40
La consolidata giurisprudenza di legittimità e di merito ha individuato, quale elemento risolutivo per riconoscere la qualifica di collaboratore fisso sottoposto al regime di subordinazione, la stabile messa a disposizione del suo tempo e delle sue prestazioni anche nell’intervallo tra una prestazione e l’altra, per evadere, nell’interesse dell’impresa, sue richieste variabili e non sempre predeterminate o predeterminabili ed eseguirne direttive e istruzioni, al di fuori, quindi, di un impianto funzionalmente connotato da prestazioni predeterminate e singolarmente convenute, che sono invece proprie di una relazione svolta secondo autonomia.Autorità: Tribunale di Milano, Civile, Sezione L, sentenzaData: 02 marzo 2026Numero: 568
La difettosa tenuta della cartella clinica da parte dei sanitari non può pregiudicare sul piano probatorio il paziente, al quale anzi, in ossequio al principio di vicinanza della prova, è dato ricorrere a presunzioni se sia impossibile la prova diretta a causa del comportamento della parte contro la quale doveva dimostrarsi il fatto invocato.Autorità: Corte di Cassazione, ordinanzaData: 02 marzo 2026Numero: 4704/2026
In tema di lesioni personali, ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 582 c.p., per «malattia» deve intendersi non solo una compromissione funzionale dell’organismo, ma anche qualsiasi alterazione anatomica o fisiologica che dia luogo a un processo patologico, ivi compresi traumi, contusioni, abrasioni, ematomi ed escoriazioni; l’elemento soggettivo del delitto è integrato dal dolo generico, desumibile anche in via inferenziale dalle modalità concrete della condotta, connotata da aggressività e reiterazione, idonee a dimostrare la coscienza e volontà di cagionare l’evento lesivo.Autorità: Tribunale di Treviso, Penale, sentenzaData: 06 marzo 2026Numero: 1383
In tema di pornografia minorile, la prova del dolo del reato di detenzione di materiale pedopornografico, di cui all’art. 600-quater c.p., può desumersi dal fatto che quanto scaricato sia stato collocato in supporti informatici diversi, come nel «cestino» del sistema operativo, provando un’attività di selezione consapevole dei file, senza che abbia rilevanza il fatto che non siano stati effettivamente visionati. Al contrario, il mero rinvenimento di immagini pedopornografiche su un dispositivo informatico, anche se di palese contenuto illecito, non è di per sé sufficiente a provare la consapevolezza della detenzione qualora i file siano frutto di salvataggio automatico da piattaforme online. È necessario un quid pluris costituito da un’attività di manipolazione del materiale che comprovi, al di là di ogni ragionevole dubbio, la consapevolezza della detenzione.Autorità: Tribunale di Trieste, Penale, sentenzaData: 23 marzo 2026Numero: 93
In tema di bancarotta fraudolenta assume rilevanza penale il comportamento dell’imprenditore che derivi da una scelta gestionale finalizzata a utilizzare l’inadempimento delle obbligazioni tributarie e contributive come strumento di autofinanziamento, nella previsione che l’aumento del debito, collegato all’irrogazione delle sanzioni per l’inadempimento, comporterà l’aggravio dell’esposizione debitoria e, quindi, del dissesto societario; va distinto l’aggravamento del dissesto conseguente a operazioni dolose dall’aumento del passivo dovuto a scelte gestionali rivelatesi, ex post, errate e quindi determinate da comportamenti incolpevoli o anche solo colposi.Autorità: Corte d’Appello di Napoli, Penale, Sezione 6, sentenzaData: 26 marzo 2026Numero: 3317
L’inesatta tenuta della cartella clinica, e a maggior ragione la sua totale omissione, non può mai costituire motivo di esclusione del nesso di causalità, consentendo viceversa l’uso di presunzioni che, laddove il medico abbia posto in essere una condotta astrattamente idonea a causare il danno, possono essere utilizzate per la dimostrazione dell’esistenza del nesso causale.Autorità: Tribunale di Milano, Civile, Sezione 1, sentenzaData: 27 marzo 2026Numero: 2570
Nelle gare di appalto da aggiudicare «a corpo» il corrispettivo è determinato in una somma fissa e invariabile derivante dal ribasso offerto sull’importo a base d’asta; elemento essenziale della proposta economica è il solo importo finale offerto, mentre i prezzi unitari indicati nell’elenco prezzi, tratti dai listini ufficiali, hanno valore meramente indicativo delle voci di costo che hanno concorso a formare l’importo finale. Ne consegue che le indicazioni contenute nell’elenco prezzi sono destinate a restare fuori dal contenuto essenziale dell’offerta e, quindi, del contratto da stipulare, non assumendo rilevanza neppure ai fini della valutazione di anomalia.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 3, sentenzaData: 01 aprile 2026Numero: 2643
Le risultanze del catasto e dei registri immobiliari, pur non assurgendo a prova privilegiata, non sono del tutto sfornite di rilevanza, costituendo elementi presuntivi ai fini dell’accertamento della titolarità del diritto dominicale. Al di fuori dell’ipotesi della rivendicazione, per la quale l’art. 948 c.c. prevede un regime probatorio rigoroso, la proprietà può essere dimostrata, come tutti i fatti, anche con presunzioni e, quindi, pure attraverso il ricorso alle risultanze catastali.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 4, sentenzaData: 01 aprile 2026Numero: 2648
In materia di espropriazione per pubblica utilità, la necessità di interpretare il diritto interno in conformità con il principio enunciato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui l’espropriazione deve sempre avvenire in «buona e debita forma», comporta che l’illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l’irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un’opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all’acquisto dell’area da parte dell’Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al proprio diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 4, sentenzaData: 02 aprile 2026Numero: 2725
È sollevato conflitto negativo di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, affinché quest’ultima individui in via definitiva il giudice munito di giurisdizione nella controversia attinente alle sanzioni amministrative pecuniarie applicate in materia di attività di produzione di energia da fonti rinnovabili.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto - Venezia, Sezione 4, sentenzaData: 08 aprile 2026Numero: 752
È illegittima l’autorizzazione unica rilasciata per un impianto di produzione di biogas da pollina quando il ciclo produttivo preveda ingenti quantitativi di digestato da destinare allo spandimento agronomico, qualora tale autorizzazione si fondi su una presunta disponibilità di terreni agricoli che risulta in realtà insufficiente a sostenere il ciclo produttivo nel rispetto delle prescrizioni regionali in materia di produzione e utilizzazione agronomica del digestato nelle aree vulnerabili ai nitrati. L’Amministrazione deve verificare ex ante la reale sostenibilità del ciclo produttivo e la chiusura della filiera del digestato, restando esclusa la possibilità di affidarsi a una prescrizione che ex post abbia l’effetto di rendere il progetto sostanzialmente sostenibile.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto - Venezia, Sezione 4, sentenzaData: 09 aprile 2026Numero: 754
In tema di responsabilità da cose in custodia, grava sul custode l’onere di provare che la repentinità e l’imprevedibilità dell’alterazione stradale abbiano impedito di intervenire tempestivamente per la rimozione della condizione di pericolo creatasi ex abrupto. Il caso fortuito non sussiste quando la situazione di pericolo permane per un intervallo temporale sufficiente a consentire l’attivazione dei poteri di vigilanza e ripristino. Il rischio di sversamento di liquidi in strada non può ravvisarsi, in sé, quale evento straordinario o eccezionale. Ai fini dell’esonero dalla responsabilità ex art. 2051 c.c., non è sufficiente la generica allegazione della vastità dell’area stradale da controllare o dell’assenza di segnalazioni da parte degli utenti.Autorità: Corte d’Appello di Venezia, Civile, Sezione 4, sentenzaData: 10 aprile 2026Numero: 845
In tema di impugnazione delle delibere condominiali, la legittimazione ad agire per l’annullamento spetta esclusivamente al condomino assente, dissenziente o astenuto. Qualora il condomino partecipi all’assemblea a mezzo di delegato e questi esprima voto favorevole, il deliberato si considera approvato con il consenso dei presenti, restando irrilevante ogni successiva dichiarazione di contestazione inserita a verbale dopo la chiusura dell’assemblea, inidonea a mutare ex post il voto già espresso. L’omessa convocazione di alcuni condomini integra un vizio di annullabilità, così come le irregolarità inerenti ai criteri di ripartizione delle spese. Ne consegue che il condomino che abbia espresso voto favorevole, anche per il tramite di delegato, non è legittimato a impugnare la delibera per tali vizi, salva l’ipotesi di nullità radicale incidente su diritti individuali o sull’oggetto, azionabile da chiunque vi abbia interesse.Autorità: Tribunale di Agrigento, Civile, sentenzaData: 13 aprile 2026Numero: 541
Il sistema delle competenze delineato dalla l.r. Puglia 31 dicembre 2009, n. 36, prevede che siano di competenza del Consiglio «la predisposizione, l’adozione e l’aggiornamento» del Piano regionale per la gestione integrata dei rifiuti nel suo complesso, mentre sono di competenza della sola Giunta le «variazioni tecniche» del Piano. Come criterio interpretativo, nella Regione Puglia occorre tener presente la norma generale dell’art. 44, comma 4, lett. e), dello Statuto, per cui la competenza della Giunta regionale è residuale e copre tutte le materie non espressamente devolute alla competenza del Consiglio.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 4, sentenzaData: 14 aprile 2026Numero: 2972
Le norme in materia di contratti agrari hanno natura imperativa e, in quanto tali, sono inderogabili, salvo che le parti, con accordo espresso, vi deroghino avvalendosi dell’assistenza delle rispettive organizzazioni professionali maggiormente rappresentative. Ai fini della validità di tali pattuizioni, l’assistenza deve tradursi in un’effettiva attività di consulenza e orientamento, idonea a rendere le parti pienamente consapevoli del contenuto e della portata delle singole clausole. In presenza di questo requisito, il contratto deve ritenersi valido, costituendo prova sufficiente la sottoscrizione dei contraenti e dei rispettivi rappresentanti sindacali. In mancanza di un’azione di annullamento per vizi della volontà, l’efficacia probatoria del documento negoziale non può essere superata mediante prova orale diretta a contestare la veridicità di quanto dichiarato e sottoscritto dalle parti.Autorità: Tribunale di Aversa, Civile, sentenzaData: 15 aprile 2026Numero: 1319
Ai fini dell’azione revocatoria ordinaria, l’eventus damni sussiste anche quando l’atto dispositivo renda soltanto più incerta o difficile la soddisfazione del credito; incombe sul debitore l’onere di dimostrare la sufficienza del patrimonio residuo, mentre il credito tutelabile può essere anche eventuale, illiquido o non ancora accertato giudizialmente.Autorità: Corte d’Appello di Trento, Civile, sentenzaData: 15 aprile 2026Numero: 63
La costruzione in aderenza, di cui all’art. 877 c.c., postula l’assenza di qualsiasi intercapedine rispetto al preesistente muro del vicino e ricorre quando la fabbrica, pur in contatto con tale muro, ne resta staticamente autonoma. Il confinante può chiedere l’acquisizione in proprietà, previo indennizzo, della parte di suolo occupata ai fini dell’edificazione in aderenza, qualora il vicino abbia edificato a distanza inferiore alla metà di quella legale. Il proprietario che abbia prestato il proprio consenso alla realizzazione di un manufatto in aderenza non può successivamente pretenderne il rilascio o la rimozione per sconfinamento, in quanto la costruzione in aderenza presuppone strutturalmente il contatto con il muro del vicino e la facoltà di occupare la porzione di suolo compresa tra il confine e il muro stesso, previo pagamento del valore del suolo, restando l’opera legittimamente edificata qualora ne sia accertata l’autonomia statica.Autorità: Corte d’Appello di Venezia, Civile, Sezione 2, sentenzaData: 16 aprile 2026Numero: 892
In materia di responsabilità datoriale per esposizione ad amianto, incombe sul datore di lavoro l’onere di provare l’adozione di tutte le misure idonee a prevenire o ridurre la diffusione delle polveri nocive, a prescindere dal superamento di soglie di rischio. Sussiste, dunque, la responsabilità della società datrice per il decesso del lavoratore da mesotelioma, allorquando questi sia stato esposto per lungo tempo a fibre di amianto, in assenza di adeguata informazione e di idonei dispositivi di protezione. L’obbligo di sicurezza impone l’adozione di tutte le cautele suggerite dalla tecnica e dall’esperienza del tempo, essendo inescusabile l’omissione a fronte di una pericolosità già nota.Autorità: Tribunale di Alessandria, Civile, sentenzaData: 16 aprile 2026Numero: 193
La legittimità dei provvedimenti interdittivi antimafia deve essere scrutinata alla stregua del canone del tempus regit actum e, quindi, sulla base dello stato di fatto e di diritto sussistente al momento della loro adozione, restando tendenzialmente irrilevanti le vicende successive, fatta salva la facoltà per la parte interessata di avanzare, sulla base delle stesse sopravvenienze, una motivata istanza di riesame della misura interdittiva.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 3, sentenzaData: 16 aprile 2026Numero: 3022
In tema di licenziamento per giusta causa, l’insussistenza del fatto contestato, utile ai fini della tutela reintegratoria attenuata, non deve essere intesa come mera assenza materiale dell’episodio storico, ma include anche la valutazione del rilievo disciplinare della condotta sotto il profilo dell’elemento soggettivo e della gravità. Qualora una condotta, pur astrattamente integrante una violazione delle norme di sicurezza, risulti conforme a una prassi aziendale generalizzata e consolidata, nota o tollerata dalla compagine datoriale, e sia stata posta in essere dal prestatore seguendo le direttive di un soggetto preposto, vengono meno il requisito della grave negligenza e l’abnormità del comportamento. In tali ipotesi, il recesso datoriale risulta illegittimo per difetto di proporzionalità e per insussistenza del fatto sotto il profilo giuridico-disciplinare, comportando l’annullamento del licenziamento e la condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro.Autorità: Tribunale di Aversa, Civile, Sezione L, sentenzaData: 17 aprile 2026Numero: 1567
La mancata traduzione del provvedimento in una lingua comprensibile allo straniero costituisce una mera irregolarità non suscettibile di determinare l’annullabilità dell’atto, consentendo esclusivamente l’eventuale rimessione in termini per errore scusabile. Una simile evenienza attiene alla comunicazione dell’atto e non alla sua legittimità; può pertanto incidere sulla decorrenza del termine per l’impugnazione, previa rigorosa dimostrazione dell’impossibilità di reagire tempestivamente al provvedimento, ma non comportarne l’illegittimità.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia - Catania, Sezione 5, sentenzaData: 17 aprile 2026Numero: 1109
In materia bancaria, l’art. 117 del D.Lgs. n. 385/1993 prevede che i contratti relativi ai rapporti bancari debbano essere redatti per iscritto e debbano indicare il tasso d’interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati. In caso di inosservanza di tali disposizioni informative, il comma 7 dello stesso articolo prevede che si applichino gli altri prezzi e condizioni pubblicizzati nel corso della durata del rapporto per le corrispondenti categorie di operazioni e servizi; in mancanza di pubblicità, nulla è dovuto.Autorità: Tribunale di Agrigento, Civile, sentenzaData: 20 aprile 2026Numero: 567
In materia di edilizia residenziale pubblica, il rapporto locativo tra assegnatario ed ente gestore ha natura di rapporto di durata ed è regolato dal diritto privato, risultando pertanto suscettibile di essere inciso da sopravvenienze normative. L’assegnazione dell’alloggio non attribuisce un diritto incondizionato e perpetuo al suo mantenimento, potendo la disciplina successiva introdurre ulteriori requisiti per la permanenza. La decadenza dall’assegnazione, conseguente all’accertato venir meno dei requisiti richiesti, assume carattere meramente dichiarativo, in quanto si limita a prendere atto dell’estinzione del diritto soggettivo già verificatasi. Ai fini della verifica del requisito dell’impossidenza, deve ritenersi adeguato l’alloggio che presenti una superficie abitabile conforme ai parametri normativi, senza che assumano rilievo valutazioni di carattere soggettivo relative allo stato manutentivo o all’ubicazione del bene.Autorità: Tribunale di Trani, Civile, sentenzaData: 20 aprile 2026Numero: 450
In linea generale, la domanda per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. va ricondotta alla sussistenza di elementi diretti a configurare un abuso del processo da parte del soggetto che promuove l’azione giudiziaria, intendendosi per tale il comportamento di colui che agisca o resista in giudizio pur essendo consapevole, con mala fede, dolo o quantomeno colpa grave, dell’infondatezza delle proprie pretese, con pregiudizio sia per la controparte sia per il buon andamento della giustizia, o senza aver adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell’infondatezza della propria posizione.Autorità: Tribunale di Ascoli Piceno, Civile, sentenzaData: 20 aprile 2026Numero: 209
Sussiste la legittimazione ad agire del Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati con riguardo all’impugnazione di un provvedimento di autorizzazione a espletare un’attività di rigenerazione di oli usati secondo un processo ritenuto illegittimo dal Consorzio stesso perché non conforme alle BREF e privo di sperimentazione. La legge riconosce infatti in capo al CONOU situazioni giuridiche soggettive proprie relative al complessivo trattamento di oli usati, tutelabili in giudizio ove risultino lese da atti o provvedimenti illegittimi.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 4, sentenzaData: 20 aprile 2026Numero: 3066
L’Autorità di Sistema Portuale ha facoltà, avuto riguardo alla specifica situazione del porto che è chiamata a gestire, di prevedere che l’attività di raccolta dei rifiuti dalle navi, così come intesa dal regolamento europeo, possa essere svolta in regime di libera partecipazione dagli operatori economici interessati, tenuti soltanto alla loro registrazione nel registro ex art. 68 cod. nav., al fine di consentire all’Amministrazione portuale l’esercizio delle adeguate azioni di vigilanza e controllo, oltre che di verifica del possesso dei requisiti prescritti.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia - Catania, Sezione 3, sentenzaData: 20 aprile 2026Numero: 1122
Una normale attività di servizio non può essere considerata causa o concausa dell’insorgere di un’infermità a carico del dipendente, in assenza di comprovate situazioni di particolarità ed eccezionalità, tali da far presumere che, sull’insorgenza o sull’aggravamento dell’infermità, si siano causalmente innestati individuati, qualificati e rilevanti elementi riconducibili al servizio.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia - Catania, Sezione 3, sentenzaData: 20 aprile 2026Numero: 1119
Con riferimento alle conseguenze processuali di atti adottati in esecuzione di pronunce emesse «ai fini del riesame», l’adozione di un nuovo atto, non meramente confermativo del provvedimento precedente già oggetto di impugnazione giurisdizionale, costituendo nuova espressione di una funzione amministrativa e non di mera attività esecutiva della pronuncia giurisdizionale, porta a una pronuncia di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ove abbia contenuto satisfattivo della pretesa azionata dal ricorrente, oppure d’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, trasferendosi l’interesse del ricorrente dall’annullamento dell’atto impugnato, sostituito dal nuovo provvedimento, a quest’ultimo.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia - Milano, Sezione 5, sentenzaData: 22 aprile 2026Numero: 1859
A fronte di un pactum fiduciae concluso oralmente, la dichiarazione unilaterale scritta con cui il fiduciario si impegna a trasferire al fiduciante la proprietà di uno o più immobili esattamente individuati non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma ha solo effetto confermativo del preesistente patto, realizzando, ai sensi dell’art. 1988 c.c., un’astrazione processuale della causa.Autorità: Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Civile, sentenzaData: 22 aprile 2026Numero: 279
In materia di trasporto aereo, il previo esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione costituisce condizione di procedibilità dell’azione civile. L’onere di presentare un reclamo preventivo all’operatore economico rileva esclusivamente con riferimento alle procedure instaurate dinanzi al Servizio conciliazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Qualora, invece, l’utente si avvalga di altri organismi di risoluzione alternativa delle controversie regolarmente iscritti, la condizione di procedibilità deve ritenersi soddisfatta con il solo espletamento della procedura di mediazione, senza che l’assenza di un reclamo preventivo, ancorché previsto nelle condizioni generali di trasporto, possa impedire l’accesso alla tutela giurisdizionale. Una simile previsione contrattuale non può introdurre condizioni di procedibilità ulteriori rispetto a quelle stabilite dall’ordinamento.Autorità: Tribunale di Trapani, Civile, sentenzaData: 22 aprile 2026Numero: 320
In virtù del principio di conservazione degli effetti negoziali, la disposizione di cui all’art. 1424 c.c. consente a un contratto nullo di produrre gli effetti di un diverso contratto che le parti avrebbero ragionevolmente concluso se avessero conosciuto il vizio di nullità, qualora di tale diverso contratto valido il contratto nullo contenga i requisiti anche di forma, oltre che di sostanza.Autorità: Tribunale di Brindisi, Civile, sentenzaData: 23 aprile 2026Numero: 591
Il contratto per la regolamentazione delle prestazioni sanitarie concluso ex art. 8-quinquies del D.Lgs. n. 502 del 1992 è a tutti gli effetti un contratto di diritto privato che non concorre alla determinazione dell’azione autoritativa della P.A., bensì si pone a valle di essa, recependo, quale contenuto vincolato, il budget fissato dagli atti amministrativi di programmazione.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia - Catania, Sezione 4, sentenzaData: 23 aprile 2026Numero: 1195
In materia di sanzioni amministrative per lavoro irregolare, l’utilizzo di personale subordinato in assenza della preventiva comunicazione obbligatoria integra la fattispecie della cosiddetta maxisanzione, restando irrilevante la qualificazione attribuita dalle parti al rapporto in termini di stage o periodo di prova gratuito, ove in concreto la prestazione presenti i caratteri tipici della subordinazione. Ai fini della quantificazione della sanzione, la maggiorazione del 20 per cento prevista in caso di impiego di beneficiari del Reddito di cittadinanza si applica automaticamente, senza che rilevi la dimostrazione dell’effettiva conoscenza, da parte del datore di lavoro, dello status del lavoratore. In capo al datore grava un onere di diligenza qualificata, che si sostanzia nel dovere di acquisire preventivamente dal lavoratore le informazioni relative all’eventuale percezione di sussidi pubblici.Autorità: Tribunale di Roma, Civile, Sezione L, sentenzaData: 24 aprile 2026Numero: 4924
Possono essere considerate proposte migliorative le precisazioni e integrazioni finalizzate a rendere il progetto prescelto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza però alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste; non sono invece ammesse le varianti progettuali che, traducendosi in una diversa ideazione dell’oggetto del contratto, alternativa rispetto al disegno progettuale originario, diano luogo a uno stravolgimento di quest’ultimo. Il vero attentato al principio dell’unicità dell’offerta si verifica nelle ipotesi di più offerte, o di più proposte nell’ambito della medesima offerta, formulate in via alternativa o subordinata, in modo tale che la scelta ricadente su una di esse escluda necessariamente la praticabilità delle altre.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 5, sentenzaData: 24 aprile 2026Numero: 3203
L’attività di repressione degli abusi edilizi, attraverso l’ordinanza di demolizione, avendo natura vincolata, non necessita della previa comunicazione di avvio del procedimento ai soggetti interessati, dovendo considerarsi che la partecipazione del privato al procedimento non potrebbe determinare alcun esito diverso. I provvedimenti sanzionatori a contenuto ripristinatorio o demolitorio riferiti a opere abusive hanno carattere reale, con la conseguenza che la loro adozione prescinde dalla responsabilità del proprietario o dell’occupante dell’immobile, applicandosi anche a carico di chi non abbia commesso la violazione, ma si trovi al momento dell’irrogazione in un rapporto con la res tale da assicurare la restaurazione dell’ordine giuridico violato.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria - Perugia, Sezione 1, sentenzaData: 24 aprile 2026Numero: 169
La legge n. 241 del 1990 prevede che la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza comporti la sospensione dei termini di conclusione dei procedimenti, che ricominciano a decorrere dieci giorni dopo la presentazione delle osservazioni o, in mancanza delle stesse, dalla scadenza del termine previsto per la loro presentazione. Si tratta di una previsione di carattere generale, compatibile e applicabile anche al procedimento di rilascio del permesso di costruire e alla relativa previsione della formazione del silenzio-assenso, in mancanza di un’espressa deroga da parte del legislatore.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 4, sentenzaData: 24 aprile 2026Numero: 3230
Rientra nell’azione ex art. 28 del D.Lgs. n. 150 del 2011 l’aver operato una distinzione tra lavoratori non fondata su elementi oggettivi, impersonali e tecnici legati alla professione, ma su elementi soggettivi, quali il convincimento politico e la sfera dell’orientamento sessuale, che costituiscono indubbi fattori protetti, suscettibili di concretare, nel contesto nel quale le dichiarazioni sono state proferite e secondo l’oggettiva percezione da parte del pubblico, una forma di discriminazione indiretta.Autorità: Tribunale di Trento, Civile, Sezione L, sentenzaData: 27 aprile 2026Numero: 53
La valutazione delle offerte tecniche costituisce espressione di ampia discrezionalità, con conseguente insindacabilità nel merito delle valutazioni e dei punteggi attribuiti dalla commissione, ove non inficiati da macroscopici errori di fatto, da illogicità o da irragionevolezza manifesta.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 5, sentenzaData: 27 aprile 2026Numero: 3277
La nuova disciplina dell’anomalia dell’offerta introdotta dall’art. 110 del Codice dei contratti pubblici, a differenza della previgente contenuta nell’art. 97, comma 3, del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, ha rimesso alla discrezionalità delle stazioni appaltanti l’individuazione del sistema di anomalia delle offerte, anche al fine di valorizzare la specificità di ciascun appalto. La scelta di espungere dalla norma ogni riferimento a una soglia di anomalia predeterminata si rivela coerente con il divieto di gold plating, ossia con il divieto, per gli Stati membri, di prevedere un livello di regolazione superiore a quello minimo richiesto dalle direttive europee per la tutela della concorrenza.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo - L’Aquila, Sezione 1, sentenzaData: 27 aprile 2026Numero: 263
L’obbligo di iscrizione alla gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali in capo al socio di una società di persone non discende automaticamente dalla sola qualità rivestita all’interno della compagine sociale, né dalla titolarità della carica di socio accomandatario o amministratore, essendo invece necessario l’accertamento di una concreta partecipazione personale del socio all’attività aziendale, svolta con carattere di abitualità e prevalenza. La prova della sussistenza di tali presupposti grava integralmente sull’ente previdenziale. Deve escludersi l’obbligo contributivo qualora l’attività esercitata dalla società si esaurisca nella mera riscossione dei canoni derivanti dalla locazione di immobili di proprietà, trattandosi di attività riconducibile al semplice godimento e amministrazione del patrimonio immobiliare e non all’esercizio di un’attività d’impresa in senso proprio.Autorità: Tribunale di Trani, Civile, Sezione L, sentenzaData: 28 aprile 2026Numero: 1006
Le convenzioni urbanistiche sono accordi a oggetto pubblico con i quali l’Amministrazione realizza esclusivamente finalità istituzionali. Ne deriva che, poiché i diritti e gli obblighi ivi previsti sono strumentali a dette finalità, la convenzione urbanistica non ha una specifica autonomia e natura di fonte negoziale del regolamento di contrapposti interessi delle parti stipulanti, bensì si configura come accordo endoprocedimentale dal contenuto vincolante, quale mezzo rivolto al fine di conseguire l’autorizzazione edilizia.Autorità: Consiglio di Stato, Sezione 4, sentenzaData: 28 aprile 2026Numero: 3307
Dalla natura peculiare della mediazione obbligatoria, quale condizione di procedibilità, e dalla funzione pubblicistica rivestita dalla stessa, deve ritenersi inammissibile la sanatoria, mediante ratifica successiva, del difetto del potere di rappresentanza conferito dalla parte nel procedimento. Il meccanismo previsto dall’art. 182 c.p.c. per la sanatoria dei vizi della rappresentanza tecnica non è estensibile alla rappresentanza sostanziale richiesta nella mediazione, in quanto la procura sostanziale conferita dalla parte deve essere anteriore o coeva alla procedura conciliativa, attenendo la condizione di procedibilità al piano sostanziale e non a quello processuale.Autorità: Tribunale di Cagliari, Civile, Sezione 1, sentenzaData: 29 aprile 2026Numero: 1126
La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non può essere fondata su un mero automatismo tra condanna penale e provvedimento sfavorevole, ma richiede una valutazione complessiva e motivata, idonea a dare conto delle ragioni per cui la condotta dell’interessato sia ritenuta indicativa di una minaccia per l’ordine pubblico.Autorità: Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto - Venezia, Sezione 3, sentenzaData: 29 aprile 2026Numero: 994
In tema di condominio negli edifici, quando nel corso del giudizio di impugnazione di una delibera condominiale quest’ultima venga sostituita da una nuova delibera adottata dall’assemblea con contenuto identico, previa eliminazione della causa originaria di invalidità, e il giudice dichiari conseguentemente cessata la materia del contendere, la parte interessata può esclusivamente insistere per la regolamentazione delle spese di lite, in virtù del principio della soccombenza virtuale.Autorità: Tribunale di Brescia, Civile, Sezione 3, sentenzaData: 30 aprile 2026Numero: 4296


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