Volkswagen, la crisi della fiducia scuote il vertice
Il confronto tra Oliver Blume e i rappresentanti dei lavoratori rivela una frattura che può condizionare la ristrutturazione del gruppo tedesco.
Abstract
La protesta di Wolfsburg mostra che la crisi Volkswagen è anche una crisi di governance. La rottura tra vertice e lavoratori rischia di rallentare una ristrutturazione che richiede consenso, rapidità e una strategia credibile.
La frattura interna
Davanti a oltre 10.000 dipendenti, l’amministratore delegato Oliver Blume ha definito la trasformazione indispensabile alla competitività. Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica, ha replicato che la fiducia nel consiglio di amministrazione è compromessa, contestando comunicazione e trasparenza. Il dissenso investe il metodo con cui vengono chiesti nuovi sacrifici dopo l’accordo Zukunft Volkswagen del 2024.
Segnali principali: 9 assemblee straordinarie; oltre 10.000 presenti a Wolfsburg; oltre 35.000 uscite concordate entro il 2030.
La pressione economica
Nel primo semestre 2026 Volkswagen ha registrato ricavi per 158,1 miliardi di euro, quasi stabili, ma un risultato operativo di 5,9 miliardi, in calo dell’11,6%. Il margine operativo del 3,8% resta insufficiente. Le vendite sono scese a quattro milioni di veicoli e il mercato cinese ha perso il 20%. Pesano concorrenza asiatica, dazi statunitensi e costi tedeschi.
Indicatori H1 2026: ricavi 158,1 miliardi di euro, quasi stabili; risultato operativo 5,9 miliardi, −11,6%; veicoli venduti 4,0 milioni, −8,4%. Variazioni principali: Cina −20%; risultato operativo −11,6%; vendite −8,4%.
Cogestione e stabilimenti
In Germania i lavoratori partecipano alla cogestione nel consiglio di sorveglianza. La perdita di fiducia può quindi divenire un vincolo operativo. L’accordo del 2024 prevedeva oltre 35.000 uscite socialmente responsabili, capacità tedesca ridotta di 734.000 unità e risparmi superiori a 15 miliardi annui nel medio periodo. Le nuove ipotesi, fino a 50.000 posizioni e quattro impianti sotto esame, alimentano il timore che il compromesso sia superato.
Confronto dei piani: accordo 2024, oltre 35.000 uscite e capacità ridotta di 734.000 unità; ipotesi 2026, fino a 50.000 posizioni e quattro siti esaminati.
Credibilità strategica
Blume considera Volkswagen sovradimensionata, lenta e inefficiente; il consiglio di fabbrica teme che scenari non definitivi diffondano insicurezza senza assegnare una prospettiva industriale ai siti. Il conflitto riguarda l’allocazione del rischio tra azionisti, management e lavoratori durante la transizione elettrica e il ridimensionamento cinese.
Servono criteri verificabili per ogni stabilimento, investimenti collegati ai nuovi prodotti e tempi negoziali certi. Senza tale architettura, l’urgenza finanziaria può scontrarsi con la legittimazione sociale necessaria ad attuare il piano.
Fonti
Volkswagen Group, Half-Yearly Financial Report & Results 2026, 24 luglio 2026; Volkswagen AG, Agreement reached: Volkswagen AG positions itself competitively for the future, 20 dicembre 2024; Il Sole 24 Ore, Volkswagen, la fiducia nel Cda è compromessa, 26 agosto 2026; The Guardian, VW workers boo boss, 25 agosto 2026.






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