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Cina, il Pil cresce del 4,5% nel terzo trimestre: investimenti immobiliari ancora in calo

1 minuto fa
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Veduta illustrativa del distretto finanziario di Shanghai

I dati ufficiali indicano un aumento del 4,6% nei primi nove mesi. Produzione e consumi seguono ritmi differenti.


Il prodotto interno lordo cinese è aumentato del 4,5% nel terzo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. La rilevazione pubblicata il 19 ottobre dall’ufficio nazionale di statistica segue il 4,3% del secondo trimestre e il 5% del primo. Il risultato segnala dunque un’accelerazione rispetto al trimestre precedente nel confronto annuo, senza tornare al ritmo osservato all’inizio dell’anno. Nei primi nove mesi la crescita è del 4,6%. Le variazioni del Pil sono calcolate a prezzi costanti.


Il confronto con il trimestre immediatamente precedente offre una misura diversa: nel periodo luglio-settembre il Pil è salito dell’1,2% sul secondo trimestre, quando l’incremento congiunturale era stato dello 0,9%. Il 4,5% tendenziale e l’1,2% congiunturale non sono dati alternativi o intercambiabili: cambiano il periodo di paragone e la domanda a cui rispondono. Il primo misura il percorso in dodici mesi, il secondo il movimento tra due trimestri consecutivi.


Gli indicatori settoriali mostrano ritmi differenti. A settembre la produzione industriale delle imprese sopra la soglia dimensionale della rilevazione è cresciuta del 5,5% sull’anno, dopo il 5,2% di agosto. Le vendite al dettaglio di beni sono aumentate dell’1,1%, contro lo 0,4% del mese precedente. Il miglioramento di entrambi gli indicatori non implica una crescita uniforme tra produzione e acquisti: le percentuali si riferiscono ad aggregati distinti.


Resta debole il versante degli investimenti. Nei primi nove mesi gli investimenti fissi sono diminuiti del 7,2% e quelli immobiliari del 20,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione immobiliare accompagna quindi un’espansione del prodotto nazionale, senza essere cancellata dal dato complessivo del Pil. Sul mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione urbana rilevato dall’indagine ufficiale è sceso al 5,2% in settembre dal 5,3% di agosto. Il dato riguarda l’indicatore urbano generale, non una misura specifica della disoccupazione giovanile.


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