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Lavoro, le imprese programmano 539mila ingressi a ottobre: cresce la domanda

54 minuti fa
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Immagine illustrativa di lavoratori in un ambiente produttivo

Excelsior segnala un aumento del 3,7% sull’anno. Il reperimento resta difficile per il 43,6% delle entrate.


Le imprese prevedono oltre 539mila entrate nel mese di ottobre 2026, il 3,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Per il trimestre ottobre-dicembre il fabbisogno programmato raggiunge 1,35 milioni di ingressi. I dati del sistema Excelsior, diffusi da Unioncamere e ministero del Lavoro, indicano una ripresa della domanda dopo la lieve flessione di settembre. Si tratta di programmi di inserimento dichiarati dalle imprese, non di un consuntivo delle persone già assunte.


La distribuzione settoriale assegna ai servizi il 65,3% delle entrate, all’industria, costruzioni comprese, il 26,1% e al settore primario l’8,6%. Alloggio, ristorazione e attività dei servizi turistici concentrano circa 94.500 ingressi: sono il comparto con il maggior numero di opportunità programmate. Segnali di crescita interessano anche agricoltura e servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone, insieme alle industrie alimentari, meccaniche ed elettroniche.


Il miglioramento dei programmi occupazionali convive con un ostacolo ancora rilevante: le imprese indicano difficoltà di reperimento nel 43,6% dei casi. Il dato è in diminuzione, ma riguarda ancora più di quattro ingressi su dieci. La disponibilità di candidati e la corrispondenza delle competenze richieste restano quindi elementi distinti dal numero delle posizioni che le aziende intendono coprire. La carenza di candidati pesa sul 25,6% degli ingressi e la preparazione non adeguata su un ulteriore 13,6%.


Anche la composizione delle tipologie contrattuali distingue la crescita della domanda dalla stabilità degli inserimenti. Il 78,2% delle entrate previste è associato a rapporti a termine, somministrazione o collaborazione; il restante 21,8% riguarda contratti a tempo indeterminato. Sul piano professionale, circa 91mila ingressi interessano dirigenti, specialisti e tecnici, mentre 188mila coinvolgono impiegati e professioni commerciali e dei servizi. Per gli operai specializzati le imprese programmano circa 156mila entrate.


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