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Casa e lavoro, l’Unione inquilini chiede alla Cgil una mobilitazione europea

2 minuti fa
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Immagine illustrativa di edifici residenziali e balconi

Paoluzzi scrive a Landini per collegare le vertenze sociali. Lo sciopero generale europeo resta una proposta.


L’Unione inquilini propone alla Cgil di promuovere uno sciopero generale europeo che unisca lavoro, diritto alla casa, istruzione e welfare. La segretaria nazionale Silvia Paoluzzi ha indirizzato una lettera a Maurizio Landini, chiedendo un’iniziativa capace di collegare vertenze oggi affrontate separatamente. L’appello, diffuso il 19 ottobre, riguarda il coinvolgimento del sindacalismo europeo: non equivale alla proclamazione di uno sciopero né ne stabilisce una data. L’adesione della Cgil resta da definire.


La richiesta muove dalla lettura di una crisi sociale che, per l’organizzazione degli inquilini, attraversa contemporaneamente redditi, accesso all’abitazione e servizi. Paoluzzi invita a costruire una risposta comune, facendo leva anche sulla Confederazione europea dei sindacati. Il collegamento con il lavoro amplia il perimetro della vertenza abitativa: la casa viene presentata come parte delle condizioni materiali che consentono alle persone di vivere, studiare e lavorare.


Un antecedente della proposta è la piattaforma europea per il diritto all’abitare, presentata a Bruxelles il 14 ottobre. L’Unione inquilini riferisce l’adesione di 326 organizzazioni, tra sindacati degli inquilini, movimenti per la casa, associazioni studentesche e altre realtà sociali. Il documento sollecita politiche strutturali contro la speculazione immobiliare, gli sfratti e la finanziarizzazione dell’abitare, insieme al rilancio dell’edilizia pubblica e sociale.


Il passaggio del 19 ottobre consiste nel tentativo di portare questo percorso dentro una mobilitazione sindacale più ampia. La lettera non annuncia nuove regole sugli affitti, finanziamenti già approvati o misure immediatamente operative per gli inquilini. Il suo contenuto è una proposta organizzativa e rivendicativa, distinta sia dalle decisioni delle istituzioni europee sia dalle eventuali deliberazioni della Cgil. Per la fine di novembre è previsto un incontro a Bruxelles della rete europea impegnata sul diritto all’abitare.


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