Intelligenza artificiale e minori
Apprendimento autonomo e tutela nell’uso dei chatbot

Analisi educativa e comparativa
Abstract
L’AI generativa può sostenere lo studio, ma una risposta corretta non prova l’acquisizione di competenze. Il report separa uso dichiarato, rendimento assistito e apprendimento autonomo, includendo le relazioni con i chatbot. Le evidenze sugli adolescenti non descrivono automaticamente tutti i minori.
Sintesi
Il criterio educativo è ciò che lo studente sa fare senza l’assistente. La consegna corretta può nascondere la delega del ragionamento; un tutor che offre indizi può preservare la partecipazione. Non è provato un deterioramento cognitivo generalizzato. Benefici percepiti ed esiti misurati vanno distinti.
1. Diffusione dell’uso scolastico
Negli USA, su 1.458 ragazzi di 13–17 anni, il 54% dichiara l’uso scolastico dei chatbot.[1] Su 1.017 coetanei, la ricerca successiva registra il 70% per gli strumenti AI scolastici. Tra gli utilizzatori, il 63% ottiene risposte dirette e il 77% cerca anche aiuto senza risposte complete.[2] Le modalità si sovrappongono. Definizioni e campioni diversi impediscono di leggere le due stime come una serie storica. Non sono stime italiane.
Tabella 1. Uso scolastico negli USA
Indagine | Rilevazione | Campione | Quota |
|---|---|---|---|
Pew | Set.–ott. 2025 | 1.458 | 54% |
Common Sense | Apr.–mag. 2026 | 1.017 | 70% |
Grafico 1. Uso scolastico dichiarato

USA, 13–17 anni. Indagini differenti, non una serie storica.
2. Rendimento e apprendimento
Un esperimento randomizzato di matematica, svolto nel 2023 in una scuola superiore turca e pubblicato nel 2025, riguarda quasi mille studenti. Negli esercizi assistiti, il rendimento cresce del 48% con GPT Base e del 127% con GPT Tutor rispetto al controllo. Nella prova autonoma, GPT Base determina risultati inferiori del 17%; per GPT Tutor la differenza non è significativa.[3] Il tutor offre indizi predisposti con i docenti. Il beneficio assistito non equivale a maggiore apprendimento autonomo. Gli esiti sono di breve periodo e contestuali.
Tabella 2. Variazioni rispetto al controllo
Strumento | Esercizi assistiti | Prova autonoma |
|---|---|---|
GPT Base | +48% | −17% |
GPT Tutor | +127% | Differenza non significativa |
Grafico 2. Rendimento negli esercizi assistiti

Variazioni relative al controllo. Il grafico riguarda gli esercizi assistiti.
3. Compagni artificiali e relazioni
Nel 2025, un’indagine su 1.060 adolescenti USA di 13–17 anni rileva che il 72% ha provato un compagno AI, il 52% lo usa almeno qualche volta al mese e il 13% ogni giorno.[4] La definizione include l’uso relazionale di assistenti generalisti. Tra gli utilizzatori, un terzo ha preferito il chatbot per conversazioni importanti, ma l’80% dedica più tempo agli amici reali. Il sondaggio non dimostra che l’AI provochi isolamento. La reciprocità simulata richiede attenzione alla dipendenza e ai dati condivisi.
Tabella 3. Frequenze dei compagni AI
Frequenza | Quota del campione |
|---|---|
Almeno una volta | 72% |
Almeno qualche volta al mese | 52% |
Ogni giorno | 13% |
Grafico 3. Uso dei compagni AI

USA, 13–17 anni, 2025. Quote cumulative.
4. Didattica e tutela dei minori
Il testo fornito interroga le competenze da costruire prima di delegarle. Il rapporto universitario del 13 agosto 2026 raccomanda di preservare la fatica produttiva e progettare attività dagli obiettivi formativi.[5] È una riflessione istituzionale, non un esperimento sui bambini. Una proposta coerente è richiedere un tentativo personale, consentire indizi, verificare gli errori e valutare una prova autonoma. La discussione orale rende osservabile il ragionamento; l’aiuto ricevuto va dichiarato.
In Italia, l’articolo 4, comma 4, della legge 23 settembre 2025, n. 132 richiede il consenso genitoriale per l’accesso all’AI e il conseguente trattamento dei dati sotto i 14 anni. Dai 14 anni il minore può consentire al trattamento, con informazioni accessibili e comprensibili.[6] La soglia non certifica l’idoneità educativa. Famiglie e scuole dovrebbero controllare condizioni d’uso e dati condivisi.
Note
[1] Rilevazione 2025, pubblicazione 2026.
[2] Risposte multiple; 63% e 77% degli utilizzatori scolastici.
[3] Variazioni relative, non punti percentuali; esiti di breve periodo.
[4] Frequenze cumulative riferite all’intero campione.
[5] Raccomandazioni universitarie.
[6] Restano le garanzie sui dati.
Fonti
[1] Pew Research Center, How Teens Use and View AI, 24 febbraio 2026.
[2] Common Sense Media, Teens in the AI Era: Schoolwork and Skills That Matter, 18 agosto 2026.
[3] Bastani e altri, Generative AI without guardrails can harm learning, PNAS, 122(26), 2025; rettifica, 122(34), 2025.
[4] Robb e Mann, Talk, Trust, and Trade-Offs, Common Sense Media, 16 luglio 2025.
[5] MIT, Ad Hoc Committee on AI Use in Teaching, Learning, and Research Training, rapporto, 13 agosto 2026.
[6] Legge 23 settembre 2025, n. 132, articolo 4, comma 4.
Luca Tremolada, L’intelligenza artificiale fa i compiti. E lo studente che cosa impara?, testo fornito.






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