Samsung, utili record nelle stime: l’AI cambia gli equilibri delle memorie

La guidance del terzo trimestre indica 107.400 miliardi di won di risultato operativo. La domanda dei server sostiene i produttori, mentre aumenta la pressione sui dispositivi consumer.
Samsung Electronics ha comunicato l’8 ottobre una stima di 107.400 miliardi di won di utile operativo consolidato per il terzo trimestre del 2026, con ricavi attesi di 195.000 miliardi. Sono indicazioni preliminari per luglio-settembre, diffuse prima del completamento delle verifiche esterne. Non sono quindi risultati definitivi né rappresentano l’utile netto del gruppo.
Il comunicato ufficiale precisa che i dati seguono i principi contabili coreani K-IFRS e corrispondono ai valori centrali delle rispettive forchette: tra 194.000 e 196.000 miliardi di won per le vendite, tra 107.300 e 107.500 miliardi per il risultato operativo. Dalle due stime centrali si ricava un margine operativo di circa il 55%. La distinzione tra anticipazioni e rendiconto finale resta essenziale.
La crescita si colloca nella forte domanda di memorie per l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. I server richiedono capacità elevate e trasferimenti rapidi di dati tra processori e memoria; gli investimenti nei centri di calcolo sostengono sia i prodotti specializzati sia quelli impiegati nei sistemi tradizionali. Secondo Reuters, la domanda legata all’AI e il rialzo dei prezzi hanno sostenuto il miglioramento delle vendite di memorie di Samsung.
L’effetto sul mercato non è uniforme. TrendForce rileva che i fornitori stanno privilegiando capacità produttiva avanzata destinata ai server, mantenendo l’offerta complessiva sotto pressione. Per il quarto trimestre prevede incrementi dei prezzi contrattuali del 10-15% per le DRAM convenzionali e del 15-20% per le NAND Flash. Sono previsioni di mercato, non aumenti già applicati a ogni contratto o trasferibili automaticamente al prezzo di uno smartphone.
Per i produttori di dispositivi, componenti più costosi possono comprimere i margini e condizionare memoria installata, scorte e assortimento. Il rapporto di TrendForce segnala, in particolare, pressioni sulla produzione di telefoni e riduzioni della capacità degli SSD in alcuni computer per contenere il costo dei materiali. La stessa espansione che favorisce chi vende memorie rende più difficile assorbire i rincari per chi le acquista.
Samsung pubblicherà i risultati dettagliati il 29 ottobre, con la ripartizione per attività. Quel documento permetterà di distinguere il contributo delle memorie dalla situazione della produzione di chip per terzi e dell’elettronica di consumo. La guidance presenta valori aggregati e segnala incertezze su domanda, cambi, concorrenza e condizioni economiche.






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