Fondi pensione, scontro sulla portabilità del contributo aziendale

Si apre un confronto sulla destinazione del contributo aziendale alla previdenza complementare. Una circolare di Federmeccanica del 6 ottobre invita le imprese a sospendere la quota a proprio carico quando il dipendente trasferisce la posizione a un fondo aperto o a un piano individuale pensionistico.
La posizione dell’associazione nasce dall’entrata in vigore, prevista a fine ottobre, della norma che amplia la portabilità della posizione previdenziale. Il punto controverso è se il trasferimento comprenda anche il contributo datoriale stabilito dal contratto collettivo, oltre alle somme già accumulate dal lavoratore.
Federmeccanica sostiene che la nuova disciplina non imponga all’impresa di continuare il versamento verso fondi aperti o prodotti assicurativi. Secondo questa lettura, la quota è salario negoziato per l’adesione al fondo di categoria e non una somma liberamente indirizzabile a qualsiasi prodotto.
La circolare propone quindi una clausola contrattuale esplicita: nessun contributo aziendale sarebbe dovuto a chi sceglie una forma pensionistica diversa da quella prevista dal contratto. La Fiom-Cgil ha espresso una linea analoga, mentre il Governo difende una maggiore libertà di scelta per il lavoratore.
Per lavoratori e imprese la questione non è ancora soltanto operativa, ma interpretativa e contrattuale. Il trasferimento della posizione resta distinto dal diritto futuro al contributo del datore. Prima di cambiare forma pensionistica occorre quindi verificare il contratto applicato, i costi complessivi e l’effettiva continuità dei versamenti, evitando di dare per acquisito un beneficio sul quale è aperto lo scontro.
Nel confronto pesa anche la struttura dei costi. I dati Covip richiamati nel documento indicano, su un orizzonte di 35 anni, un costo medio dello 0,36% per i fondi negoziali, dell’1,23% per quelli aperti e dell’1,82% per i Pip. Sono medie di categoria: non sostituiscono il confronto tra singoli prodotti, rendimenti, garanzie e profilo di rischio.






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