
Thailandia, torna la tassa sui turisti stranieri da 450 baht
- Luca Baj

- 6 ore fa
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Il nuovo contributo dovrebbe finanziare sicurezza, assicurazione e infrastrutture turistiche, ma la misura deve ancora completare l’iter di approvazione
La Thailandia riporta al centro del dibattito la tassa di ingresso per i visitatori stranieri, un progetto discusso da anni e più volte rinviato. La nuova proposta fissa il contributo in 450 baht a persona, circa 13-14 dollari, con un importo unico indipendente dal mezzo di arrivo. Il provvedimento, però, non è ancora operativo: il Comitato nazionale per la politica turistica ha approvato i principi della misura, che deve passare attraverso una consultazione pubblica e successivamente tornare all’esame delle autorità competenti prima dell’approvazione governativa.
L’impostazione prevista punta a un’applicazione graduale. La riscossione dovrebbe partire dagli arrivi aerei, non prima di 180 giorni dalla pubblicazione nella Royal Gazette, mentre per ingressi terrestri e marittimi il calendario sarebbe più dilatato. Tra i meccanismi allo studio figurano l’integrazione nel prezzo del biglietto aereo, il pagamento online, applicazioni dedicate e chioschi automatici. Per alcune categorie sono inoltre previste possibili esenzioni.
La ratio economica è quella di creare un fondo dedicato al turismo con risorse destinate a sicurezza, assicurazione di base per i visitatori, infrastrutture, manutenzione delle attrazioni e miglioramento degli standard di accoglienza. È un modello che sposta parte del costo della gestione turistica dalla fiscalità generale direttamente sulla domanda internazionale.
La misura arriva in una fase delicata per il Paese. Dopo il forte recupero post-pandemico, la Thailandia deve conciliare competitività dei prezzi, tutela delle destinazioni e qualità dei servizi. Un contributo di entità contenuta potrebbe avere effetti limitati sui viaggi di medio-lungo raggio, ma può risultare più sensibile nei mercati regionali a basso costo e ad alta frequenza. Il punto decisivo sarà quindi il rapporto tra nuovo prelievo, servizi effettivamente finanziati e trasparenza nell’utilizzo delle risorse, anche per evitare che la tassa sia percepita come un semplice aggravio.


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