Olio extravergine, scorte elevate e prezzi sotto pressione
- Luca Baj

- 2 giorni fa
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I dati ufficiali dell’ICQRF mostrano giacenze superiori del 43,9% a un anno fa: liquidità e capacità di stoccaggio diventano variabili decisive per la filiera.
Le giacenze italiane di olio di oliva restano su livelli molto elevati e aprono una fase delicata per produttori, frantoi e operatori commerciali. Il report “Frantoio Italia” dell’ICQRF, elaborato sui registri telematici dell’olio, indica al 31 luglio 2026 uno stock complessivo di 233.377 tonnellate: il 9,7% in meno rispetto a fine giugno, ma il 43,9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’extravergine rappresenta 185.373 tonnellate, pari al 79,4% del totale, mentre l’EVO di origine italiana ammonta a 108.299 tonnellate.
La concentrazione territoriale accentua le criticità logistiche. Il 52,2% delle giacenze nazionali è localizzato nel Mezzogiorno e la sola Puglia ne detiene il 31,5%, seguita dalla Calabria con il 12,7%. Secondo le rilevazioni riportate da L’Informatore Agrario, la pressione degli stock si accompagna a un forte indebolimento delle quotazioni dell’extravergine, con una media nazionale indicata in 5,77 euro al chilogrammo e valori localmente inferiori. Il punto economico non è soltanto il prezzo: grandi quantità invendute immobilizzano capitale circolante, occupano capacità di stoccaggio e riducono lo spazio disponibile in vista della nuova campagna.
Per la filiera si profila quindi un problema di equilibrio tra offerta, liquidità e capacità di magazzino. Le imprese più esposte sono quelle che devono finanziare contemporaneamente scorte elevate, acquisti della prossima raccolta e costi operativi. Una discesa ulteriore dei prezzi può inoltre generare tensioni nella valorizzazione delle produzioni italiane, soprattutto quando il differenziale con oli di diversa origine si restringe. I dati ufficiali non consentono, da soli, di qualificare la situazione come crisi normativa o di mercato in senso tecnico, ma mostrano una condizione di sovraccarico degli stock che richiede attenzione sul piano commerciale, finanziario e organizzativo. La gestione delle scorte diventa così una variabile decisiva per la tenuta dell’intera catena olivicola.





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