L’intelligenza artificiale cambia il viaggio più velocemente delle destinazioni
- Luca Baj

- 19 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Il 54% dei viaggiatori ha già utilizzato l’IA per pianificare una vacanza, mentre soltanto una minoranza degli enti turistici dispone di strumenti e strategie adeguati
L’intelligenza artificiale sta modificando il modo in cui i viaggiatori scelgono una destinazione molto più rapidamente di quanto stiano cambiando gli organismi che quelle destinazioni devono promuovere. Una ricerca realizzata da Mindtrip con Sabre, Sojern e MMGY Travel Intelligence rileva che il 54% dei viaggiatori ha già utilizzato strumenti di IA per pianificare un viaggio e che il 75% prevede di farlo in futuro. Sul fronte opposto, soltanto il 22% delle destination management organization offre funzioni di pianificazione basate sull’IA sul proprio sito e appena il 26% dispone di una strategia formalizzata.
Il divario non riguarda soltanto la tecnologia. L’IA sta comprimendo in un’unica interazione fasi che fino a pochi anni fa erano separate: ispirazione, ricerca, confronto dei prezzi, costruzione dell’itinerario e progressivo avvicinamento alla prenotazione. Il 60% degli utenti coinvolti nello studio utilizza l’IA per cercare attrazioni, ristoranti e trasporti, il 56% per confrontare prezzi e il 43% per organizzare itinerari.
Per gli enti turistici cambia quindi la natura stessa della concorrenza. Non è più sufficiente produrre contenuti promozionali: occorre disporre di dati affidabili, aggiornati e strutturati, affinché assistenti digitali e motori generativi possano riconoscere una destinazione come fonte autorevole. In questa prospettiva, la funzione delle DMO può evolvere dalla semplice promozione alla certificazione delle informazioni su servizi, accessibilità, stagionalità, affollamento e offerta locale.
La ricerca è stata condotta su 1.006 adulti statunitensi interessati ai viaggi leisure e su 103 professionisti delle organizzazioni turistiche. Il campione non consente di trasferire automaticamente ogni percentuale al mercato europeo, ma segnala una tendenza concreta: la visibilità turistica dipenderà sempre più dalla qualità dei dati che alimentano l’ecosistema dell’IA, oltre che dalla capacità tradizionale di comunicare una destinazione nel mercato.





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