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Radisson accelera in Arabia Saudita: obiettivo 100 hotel entro il 2030

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La crescita dell’offerta ricettiva accompagna Saudi Vision 2030 e punta sempre più anche sulle città secondarie e sul segmento medio


Radisson Hotel Group conferma la propria strategia di crescita in Arabia Saudita, uno dei mercati alberghieri più dinamici del Medio Oriente. Il gruppo dispone oggi di circa 35 hotel operativi nel Paese e 15 strutture in costruzione, con l’obiettivo di arrivare entro il 2030 a 100 alberghi tra aperture e progetti in sviluppo. La linea industriale resta invariata nonostante le tensioni geopolitiche abbiano rallentato investimenti, cantieri e flussi turistici in diverse aree del Golfo.


La scelta si inserisce direttamente nella trasformazione promossa da Saudi Vision 2030, che attribuisce al turismo un ruolo strutturale nella diversificazione economica. I dati ufficiali sauditi mostrano come il Paese abbia già superato in anticipo il precedente obiettivo dei 100 milioni di visitatori e abbia innalzato il traguardo a 150 milioni entro il 2030. In questo contesto la domanda domestica rappresenta un elemento di stabilità particolarmente rilevante, perché riduce la dipendenza esclusiva dai flussi internazionali.


Radisson sta inoltre spostando l’espansione oltre Riyadh, Jeddah e la Eastern Province, guardando a città secondarie e a un’offerta più ampia di strutture tre e quattro stelle, accanto ai marchi upscale e luxury. La crescita non riguarda quindi soltanto il numero delle camere, ma la costruzione di una rete ricettiva coerente con l’allargamento geografico della domanda turistica.


Per gli investitori alberghieri la variabile centrale resta il rapporto tra tempi di realizzazione, costo del capitale e capacità del mercato di assorbire nuova offerta. Radisson segnala ritardi nell’ordine di alcuni mesi, ma continua a privilegiare nuovi sviluppi rispetto alle conversioni, anche per la limitata disponibilità di immobili esistenti adatti agli standard internazionali. La strategia saudita mostra così come turismo, real estate e politica industriale stiano convergendo in un unico processo di trasformazione territoriale, con effetti diretti sull’offerta ricettiva.

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