Meta, dagli Usa all’Europa cambia la responsabilità delle piattaforme
- Luca Baj

- 1 giorno fa
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Il maxi accordo americano e le decisioni europee spostano il confronto giuridico sul design dei social, sulla tutela dei minori e sui limiti della regolazione
Il confronto tra Stati Uniti ed Europa sul caso Meta mostra due modelli di regolazione delle piattaforme digitali. Negli Usa, il gruppo ha raggiunto il 26 agosto 2026 un accordo multistatale fino a 17,1 miliardi di dollari per chiudere contestazioni sugli effetti di Instagram e Facebook sui minori. L’intesa coinvolge 47 Stati, il District of Columbia e alcuni territori e impone nuove misure di sicurezza per bambini e adolescenti.
Il quadro americano non si esaurisce nel patteggiamento. In New Mexico, il First Judicial District Court ha emesso il 6 agosto 2026 una decisione distinta che porta l’esposizione finanziaria di Meta a 942 milioni di dollari e impone modifiche alle piattaforme per cinque anni. Il dato giuridicamente rilevante è che l’attenzione si sposta dal singolo contenuto alla struttura del prodotto digitale, comprese le funzioni che possono favorire uso compulsivo e permanenza online.
In Europa il riferimento è il Digital Services Act. Il 10 luglio 2026 la Commissione europea ha comunicato una valutazione preliminare secondo cui il design di Instagram e Facebook potrebbe violare il regolamento, richiamando infinite scroll, autoplay, notifiche push e sistemi di raccomandazione personalizzati. Non è ancora una decisione definitiva, ma il procedimento mostra come la responsabilità delle piattaforme possa dipendere dalla progettazione del servizio e dall’efficacia delle misure contro i rischi sistemici.
Il limite della regolazione emerge dal caso francese. Con la decisione n. 2026-911 DC del 14 agosto 2026, il Conseil constitutionnel ha censurato il divieto generalizzato di accesso ai social per i minori di 15 anni, giudicandolo sproporzionato rispetto alla libertà di espressione e privo di garanzie sufficienti sulla verifica dell’età e sulla vita privata. La censura riguarda quindi il modo in cui la misura era costruita: un divieto generale, non calibrato sui rischi dei diversi servizi e accompagnato da garanzie insufficienti per l’accertamento dell’età.





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