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La Mississippi Fountain di Noguchi entra al museo

La monumentale scultura in granito sarà trasferita al New Orleans Museum of Art: tutela, accessibilità e perdita del contesto originario si confrontano in un caso esemplare.


La Mississippi Fountain di Isamu Noguchi, scultura monumentale in granito realizzata tra il 1961 e il 1962, entrerà nella collezione del New Orleans Museum of Art grazie alla donazione della famiglia Besthoff. L’opera pesa circa 40 tonnellate e sarà trasferita dal centro di New Orleans all’ingresso Beaux Arts del museo, dove verrà riattivata anche la componente d’acqua prevista dal progetto originario.


La fontana nacque nella lunga collaborazione tra Noguchi e l’architetto Gordon Bunshaft, di Skidmore, Owings & Merrill. Era stata concepita per la sede della John Hancock Mutual Life Insurance Company, poi nota come K&B Plaza, e dialogava direttamente con l’architettura modernista dell’edificio. Il riferimento al Mississippi era sostanziale: acqua, massa, verticalità e movimento traducevano in forma astratta il rapporto di New Orleans con il fiume.


Il trasferimento pone un tema classico nella tutela dell’arte del Novecento: cosa accade a un’opera site-specific quando muta la destinazione dell’immobile per cui era stata progettata. La perdita del contesto può alterare parte del significato, ma la nuova collocazione può garantirne conservazione, accessibilità e continuità funzionale. La direzione del Noguchi Museum ha riconosciuto questa tensione: il rapporto con l’edificio non può essere replicato, mentre al museo sarà recuperata la relazione dell’opera con l’acqua.


La donazione mantiene inoltre la scultura a New Orleans, in un sistema museale che già conserva opere della collezione di Sydney e Walda Besthoff. L’operazione ha quindi una duplice valenza patrimoniale: sottrae una grande commissione modernista alle incertezze legate alla trasformazione immobiliare e la restituisce stabilmente alla fruizione pubblica.


Il caso mostra quanto la conservazione del design e dell’arte integrati nell’architettura dipenda non soltanto dal restauro materiale, ma anche da scelte proprietarie, museali e urbanistiche capaci di accompagnare l’opera quando il contesto originario viene meno.

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