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Riforma fiscale, scade la delega ma il cantiere resta aperto

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Giancarlo Giorgetti e la riforma fiscale

Giorgetti punta alla piena attuazione: dopo i decreti legislativi, la sfida passa ai provvedimenti applicativi, ai correttivi e ai Testi unici


La riforma fiscale non si arresta con la scadenza della delega legislativa. Il 29 agosto 2026 si chiude il termine entro il quale il Governo poteva esercitare la delega prevista dalla legge 9 agosto 2023, n. 111, come modificata dalla legge 8 agosto 2025, n. 120, che ha esteso da ventiquattro a trentasei mesi il periodo per l’adozione dei decreti legislativi. Resta però aperta la fase di attuazione delle nuove regole.


L’indicazione politica arriva dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti: tra le priorità dell’amministrazione finanziaria deve rimanere il completamento della riforma attraverso i provvedimenti attuativi necessari a rendere effettive le disposizioni approvate. La scadenza della delega limita l’adozione di nuovi decreti legislativi fondati su quella autorizzazione parlamentare, ma non impedisce gli atti amministrativi e regolamentari richiesti dalle norme già entrate nell’ordinamento.


Nell’agosto 2026 sono stati pubblicati, tra gli altri, il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, sui tributi regionali e locali e sul federalismo fiscale regionale, il decreto legislativo n. 148/2026, correttivo in materia di imposte sui redditi, successioni e donazioni, IVA, accise, controlli e adempimento collaborativo, e il decreto legislativo n. 149/2026, relativo all’ordinamento della giurisdizione tributaria.


La riforma entra ora in una fase in cui assumono rilievo il coordinamento delle norme, la semplificazione degli adempimenti e la capacità dell’Amministrazione finanziaria di tradurre i principi legislativi in procedure applicabili. I decreti integrativi e correttivi possono essere adottati entro il 29 agosto 2028, mentre il riordino mediante i Testi unici fiscali deve essere completato entro il 31 dicembre 2026.


Sul piano economico, la piena attuazione dovrà confrontarsi con il vincolo delle coperture. Gli interventi che producono riduzioni strutturali del prelievo richiedono risorse compatibili con gli obiettivi di finanza pubblica. Il percorso resta legato al bilancio, alla lotta all’evasione, alla riscossione e alla tax compliance.


La scadenza del 29 agosto segna il passaggio dalla produzione dei principali decreti delegati alla loro concreta applicazione. Nel 2027 il banco di prova sarà operativo: certezza del diritto, coerenza tra testi vigenti e nuovi Testi unici, digitalizzazione dei servizi e riduzione dei costi amministrativi misureranno la capacità della riforma di incidere sul rapporto tra Fisco, cittadini e imprese.

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