Usa e Venezuela, maxi accordo sul petrolio: Washington punta su 65 miliardi di barili
- Luca Baj

- 15 ore fa
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L’intesa annunciata da Trump apre una nuova fase nei rapporti con Caracas e potrebbe mobilitare quasi 100 miliardi di dollari di investimenti privati
Donald Trump ha annunciato un accordo con il Venezuela destinato a ridisegnare gli equilibri energetici tra Washington e Caracas. Il presidente statunitense lo ha definito il più grande accordo petrolifero della storia, sostenendo che consentirà agli Stati Uniti di controllare riserve venezuelane per oltre 65 miliardi di barili.
L’intesa segue le indiscrezioni diffuse da Axios sulle trattative con il governo venezuelano ad interim guidato da Delcy Rodríguez. Secondo le informazioni emerse, l’operazione avrebbe una struttura pubblico-privata, con il coinvolgimento di Washington, Caracas e imprese energetiche. Gli Stati Uniti otterrebbero una partecipazione nelle attività interessate e accesso garantito a quantità di greggio a condizioni legate ai costi di produzione.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha indicato quasi 100 miliardi di dollari di investimenti privati destinati al Venezuela per rilanciare infrastrutture e produzione. Caracas potrebbe ottenere nuovi capitali, mentre Washington punta a rafforzare la propria sicurezza energetica e la sua influenza su una delle maggiori riserve petrolifere mondiali.
L’operazione assume particolare importanza in una fase di tensione sui mercati dell’energia. Gli Stati Uniti mirano ad aumentare la disponibilità di greggio e contenere la pressione sui prezzi dei carburanti. Il Venezuela dispone di circa 303 miliardi di barili di riserve provate, ma la produzione è rimasta a lungo molto inferiore al potenziale a causa del deterioramento degli impianti, della scarsità di investimenti e dell’instabilità politica.
Restano però aspetti decisivi da chiarire. Non sono ancora pubblici tutti i dettagli contrattuali, le società coinvolte e le modalità concrete del controllo americano. Trasformare le immense riserve venezuelane in maggiore produzione richiederà comunque capitali, infrastrutture e tempo. Intanto Chevron sta negoziando l’espansione delle proprie attività nel Paese, segnale della crescente apertura del settore petrolifero venezuelano agli investimenti statunitensi.





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