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Manovra 2027, famiglie al centro: tredicesima, bonus mamme e fisco nel cantiere d’autunno

Palazzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze

Il cantiere della legge di Bilancio 2027 si apre con interventi orientati a redditi da lavoro, natalità e spese familiari. Al momento, tuttavia, si tratta in larga parte di proposte politiche: non esiste ancora un testo normativo definitivo e la sostenibilità delle misure dipenderà dalle coperture individuate in autunno.


Tra le ipotesi più rilevanti figura la detassazione della tredicesima. La proposta illustrata dal presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, prevede di sostituire l’Irpef ordinaria con un’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 10% in una versione più ampia. Per l’ipotesi minima, riferita ai redditi fino a 15.000 euro, il costo stimato è di circa 500 milioni; il vantaggio netto potrebbe oscillare tra 200 e 500 euro. Non è però una misura approvata né è definita la platea finale.


Resta allo studio anche un nuovo intervento sull’Irpef. Dopo la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota sullo scaglione tra 28.000 e 50.000 euro, si valuta l’estensione del 33% fino a 60.000 euro. L’operazione avrebbe un costo indicativo vicino a 3 miliardi e un beneficio massimo stimato fino a 1.000 euro. Un taglio di un solo punto sull’attuale scaglione costerebbe circa 1,5 miliardi, con un vantaggio massimo nell’ordine di 220 euro.


Particolare attenzione riguarda il bonus mamme. La legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha previsto per il solo 2026 un’integrazione al reddito di 60 euro mensili, fino a 720 euro annui, non imponibile e irrilevante ai fini ISEE, per lavoratrici dipendenti, escluso il lavoro domestico, e autonome con almeno due figli e reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro. Per le madri con due figli il beneficio opera fino al compimento del decimo anno del secondo figlio; per quelle con più di due figli valgono condizioni specifiche fino ai 18 anni del più piccolo.


Sul 2027 occorre però distinguere tra proposta e disciplina vigente. La normativa attuale prevede dall’anno prossimo l’avvio dell’esonero contributivo parziale disciplinato dall’articolo 1, comma 219, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, come modificata dalla manovra 2026. La richiesta politica di “confermare il bonus mamme” dovrà quindi chiarire se mantenere il trasferimento da 60 euro, modificarlo o coordinarlo con il nuovo regime contributivo.


Nel pacchetto famiglia rientrano anche bonus nuovi nati e bonus asilo nido. Il primo riconosce 1.000 euro una tantum per ciascun figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 2025, con ISEE specifico non superiore a 40.000 euro. Per i bambini nati dal 2024 il bonus nido può arrivare a 3.600 euro annui con ISEE fino a 40.000 euro, mentre la misura minima è di 1.500 euro. Inoltre la Carta “Dedicata a te” dispone già, per effetto della legge n. 199/2025, di 500 milioni anche per il 2027, destinati ai nuclei con ISEE non superiore a 15.000 euro per beni alimentari di prima necessità. Dal 2027, per i nati dal 2024, il bonus nido entra a regime sulle due fasce di 3.600 e 1.500 euro, secondo il valore ISEE.

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