Ostuni punta sul turismo tutto l’anno con un nuovo modello di ospitalità
- Luca Baj

- 14 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
Il recupero di un complesso storico diventa una scommessa sulla destagionalizzazione, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione economica del territorio
A Ostuni un complesso storico con oltre sette secoli di trasformazioni diventa il terreno di prova per un modello di ospitalità di lusso aperta tutto l’anno. Vista Ostuni, struttura a cinque stelle ricavata da un edificio che nel tempo è stato convento, ospedale, orfanotrofio, scuola e manifattura tabacchi, punta sulla destagionalizzazione di una delle aree turistiche più note della Puglia. L’hotel dispone di 28 camere, molte di grandi dimensioni e differenti tra loro, oltre a spa, piscine, ristorazione e spazi esterni integrati nel paesaggio.
La riqualificazione ha interessato circa seimila metri quadrati e ha cercato di conservare gli elementi storici dell’immobile, combinandoli con un linguaggio contemporaneo. Il progetto del verde, affidato al paesaggista Erik Dhont, utilizza ulivi e specie mediterranee per costruire una sequenza di giardini che accompagna l’edificio fino alle terrazze panoramiche.
L’aspetto più rilevante è però la strategia economica. Aprire 365 giorni l’anno significa tentare di superare la concentrazione della domanda nei mesi estivi, distribuendo presenze, occupazione e consumi su un periodo più lungo. È un obiettivo particolarmente significativo per territori nei quali il valore turistico rischia altrimenti di tradursi in picchi stagionali e in una capacità ricettiva sottoutilizzata per molti mesi.
Il progetto ha inoltre seguito il protocollo LEED BD+C Hospitality, con soluzioni orientate alla riduzione dei consumi e delle emissioni, recupero energetico, materiali a bassa emissione, ventilazione naturale e mobilità elettrica. La struttura propone quindi un modello in cui il recupero del patrimonio immobiliare esistente diventa parte dell’offerta turistica stessa. Per Ostuni la scommessa è trasformare l’attrattività della “Città Bianca” da fenomeno prevalentemente estivo a destinazione continuativa, capace di sostenere servizi e imprese locali anche fuori stagione, ampliando il periodo utile per occupazione, ristorazione e filiera dell’accoglienza.





Commenti