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Imu, Tari e multe: la sanatoria locale entra nella fase operativa

Imu, Tari e multe: la sanatoria locale entra nella fase operativa

I Comuni scelgono debiti, termini e rate: Torino arriva fino a 36 pagamenti mensili e le regole restano diverse da territorio a territorio


La definizione agevolata dei tributi locali entra nella fase operativa e le regole cambiano da Comune a Comune. La Legge 30 dicembre 2025, n. 199, ha attribuito agli enti locali la facoltà di disciplinare forme di sanatoria per le proprie entrate, consentendo di ridurre o azzerare sanzioni e interessi sui debiti ammessi, ma lasciando alle singole amministrazioni la scelta delle entrate coinvolte, delle scadenze e delle modalità di pagamento.


Torino ha approvato il proprio regolamento il 18 maggio 2026, applicando l’agevolazione ai debiti fino al 2020 e prevedendo la cancellazione di sanzioni e interessi con possibilità di pagamento fino a 36 rate mensili. La misura riguarda diverse entrate comunali, tra cui IMU, TARI, multe, occupazione del suolo pubblico e pubblicità, secondo i confini fissati dal regolamento cittadino.


Anche Lecce ha esteso la procedura ai carichi locali e ha fissato un termine operativo per la presentazione delle domande. Altri grandi Comuni, tra cui Roma, hanno adottato propri strumenti e modelli. Non esiste quindi una rottamazione uniforme valida automaticamente in tutto il territorio nazionale: il contribuente deve verificare se il proprio Comune abbia aderito e quali debiti siano effettivamente definibili.


La sanatoria non cancella il capitale dovuto né le spese previste dal singolo regolamento, ma interviene sugli accessori secondo condizioni stabilite dall’ente. Anche la rateizzazione varia territorialmente e il mancato rispetto delle scadenze può determinare la perdita del beneficio. La misura offre ai Comuni uno strumento per recuperare crediti difficili da riscuotere e ai contribuenti una via per chiudere posizioni arretrate con un costo inferiore, ma accentua le differenze tra territori perché l’adesione è facoltativa e dipende dalle decisioni degli organi comunali. La legge nazionale non crea quindi un condono automatico: sono delibere e regolamenti locali a fissare carichi, termini, decadenze e rate applicabili.

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