Casa, cresce l’offerta in affitto ma l’accessibilità resta il vero nodo
- Luca Baj

- 3 ore fa
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Lo stock delle locazioni aumenta del 19,3%, mentre prezzi e canoni continuano a correre più della capacità di spesa di molte famiglie
Il mercato residenziale italiano continua a muoversi su due traiettorie opposte: cresce l’offerta di case in affitto, ma i prezzi di vendita restano in aumento e l’accessibilità economica all’abitazione continua a ridursi per una parte rilevante delle famiglie. Il Market Monitor di Immobiliare.it Insights sul primo semestre 2026 rileva un incremento annuo del 4,3% dei prezzi di vendita e del 2,9% dei canoni. In media servono circa 2.200 euro al metro quadrato per acquistare e 14,7 euro al metro quadrato per affittare.
La dinamica più significativa riguarda però l’offerta. Nel comparto delle locazioni lo stock disponibile è aumentato del 19,3% rispetto alla prima metà del 2025, riducendo la pressione della domanda sul singolo annuncio nel Paese. Nel mercato delle compravendite avviene l’opposto: l’offerta cala dell’1,4% e la pressione della domanda cresce del 2,5%, sostenendo ulteriormente i valori e la competizione tra acquirenti.
Le differenze territoriali restano marcate. I prezzi di vendita salgono del 6% nel Nord-Est e del 5,7% nel Nord-Ovest, contro il 3,4% del Centro, l’1,8% del Sud e l’1,2% delle Isole. Milano rimane la città più cara con 5.675 euro al metro quadrato, mentre sul fronte degli affitti si attesta a 22,3 euro al metro quadrato. Roma raggiunge 3.826 euro nella vendita e 18,7 euro nella locazione.
Il nodo centrale è l’affordability, cioè la quota di immobili economicamente sostenibili rispetto al reddito disponibile. Per un nucleo con un solo reddito è accessibile il 30,5% delle case in vendita, ma appena il 13,4% di quelle in affitto. Con due redditi le percentuali salgono al 58,4% per l’acquisto e al 56% per la locazione. L’aumento dell’offerta in affitto attenua quindi la competizione tra inquilini, ma non risolve il problema strutturale: prezzi e canoni continuano a crescere più rapidamente della capacità di spesa di molte famiglie. Più offerta, da sola, non coincide quindi con un recupero dell’accessibilità nei mercati urbani più costosi.





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