Studentati, oltre 63mila posti letto: l’offerta PNRR può cambiare il mercato degli affitti
- Luca Baj

- 3 ore fa
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Già realizzati 33mila posti; altri 30mila attesi nel 2027 mentre i canoni delle stanze calano del 6,2% su base annua
Il piano per l’housing universitario supera il traguardo fissato dal PNRR e apre una fase nuova per il mercato degli affitti destinati agli studenti. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha comunicato l’attivazione di oltre 63.200 posti letto, circa 3.200 in più rispetto all’obiettivo di 60 mila previsto dal Piano. I primi 33 mila risultano già realizzati e saranno disponibili attraverso gli enti per il diritto allo studio o secondo i criteri dei gestori; gli ulteriori circa 30 mila entreranno a regime nel 2027.
L’incremento dell’offerta arriva mentre il mercato delle stanze mostra segnali di raffreddamento. Secondo Immobiliare.it Insights, il canone medio nazionale di una stanza singola è diminuito del 6,2% in un anno, mentre i contatti medi per annuncio sono scesi del 19,8% e quelli complessivi di quasi il 22%. Il quadro resta però molto differenziato tra città: Milano rimane la più cara, con 704 euro mensili medi, pur registrando una flessione prossima al 4%.
Il nuovo stock sostenuto dal PNRR può quindi incidere su un segmento nel quale per anni l’offerta strutturata è rimasta insufficiente rispetto alla domanda dei fuori sede. Il bando prevede che almeno il 30% dei nuovi posti sia riservato a studenti capaci e meritevoli privi di mezzi; per gli altri, le tariffe devono essere inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato. Almeno il 40% dei 60 mila posti finanziati con risorse PNRR è destinato alle regioni del Mezzogiorno.
L’effetto sui canoni privati dipenderà dalla localizzazione dei nuovi posti e dalla loro effettiva disponibilità. Nelle città universitarie dove la pressione abitativa è più elevata, una maggiore quantità di alloggi a condizioni calmierate può aumentare la concorrenza e ridurre la tensione sulle stanze. Il passaggio decisivo sarà il 2027, quando l’intero programma potrà essere valutato non soltanto sul numero di posti attivati, ma sulla capacità di modificare gli equilibri locali tra domanda, offerta e accessibilità economica.





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