Quattro grandi voci internazionali nelle interviste collettive
- Luca Baj

- 1 giorno fa
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Da David Szalay a Emmanuel Carrère, passando per Simon Armitage e Natasha Brown: tre giorni di incontri con alcuni dei protagonisti della letteratura contemporanea

Festivaletteratura 2026 porta a Mantova quattro protagonisti della scena letteraria internazionale, riuniti in un ciclo di interviste collettive nella Sala delle Lune e dei Nodi della Loggia del Grano. Gli appuntamenti, dal 9 all’11 settembre, offriranno alla stampa l’occasione di approfondire percorsi, opere e temi di autori tra narrativa e poesia contemporanee.
Ad aprire il calendario, mercoledì 9 settembre alle 16.30, sarà David Szalay, vincitore del Booker Prize 2025 con Nella carne. La sua scrittura, asciutta e incisiva, indaga inquietudini, fragilità e contraddizioni dell’uomo contemporaneo. L’incontro arriva in una fase di forte attenzione internazionale per l’autore e offrirà uno spazio per approfondire una narrativa fondata sull’essenzialità della prosa e dei rapporti umani.
Giovedì 10 settembre alle 11.30 sarà la volta di Simon Armitage, Poet Laureate del Regno Unito e tra le voci più importanti della poesia inglese contemporanea. Al Festival arriva con Fiorire e nidificare, volume pubblicato nel 2026 da Crocetti che riunisce due delle sue raccolte più recenti. Poeta, autore per la BBC e per il teatro, Armitage porta la poesia anche fuori dalla pagina attraverso i reading-concerto con i L.Y.R., in una dimensione nella quale parola, voce e performance si intrecciano.
Venerdì 11 settembre sono previsti due incontri. Alle 12 sarà protagonista Natasha Brown, inserita da Granta tra le migliori giovani autrici britanniche. La sua scrittura affronta classismi e ipocrisie della società contemporanea con uno sguardo lucido e tagliente. Dopo Anatomia di un fine settimana, Brown arriva al Festival con Universality, romanzo che combina satira politica, thriller e giornalismo d’inchiesta, confermandone l’interesse per i meccanismi del potere, dell’informazione e della rappresentazione sociale.
Alle 18 chiuderà il programma Emmanuel Carrère, uno degli autori che più hanno lavorato sul confine tra romanzo, reportage, autobiografia e cronaca. A Mantova presenta Kolchoz, il nuovo memoir dedicato alle radici familiari materne. Il libro, insignito del Prix Médicis, offre a Carrère un nuovo terreno per trasformare la storia personale in materia narrativa e per interrogare il rapporto tra memoria privata, identità e grandi vicende collettive.
Il ciclo di interviste concentra così in tre giornate quattro modi diversi di raccontare il presente: dalla narrativa di Szalay alla poesia performativa di Armitage, dalla satira di Brown alla scrittura ibrida di Carrère.





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