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Ucraina, il piano in tre capitoli: tregua, Nato e una zona economica nel Donbass

6 set
Tempo di lettura: 2 min
Ucraina, il piano in tre capitoli: tregua, Nato e una zona economica nel Donbass


Il nuovo tentativo di riaprire il negoziato sulla guerra in Ucraina ruota attorno a tre dossier che restano strettamente collegati: cessate il fuoco, rapporto con la Nato e futuro dei territori occupati. La missione degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner ha riattivato il dialogo con Mosca e Kiev, ma le posizioni di partenza mostrano ancora una distanza sostanziale tra le richieste russe e le condizioni considerate accettabili dall’Ucraina.

Il primo nodo è la sequenza tra tregua e accordo politico. Kiev e diversi partner occidentali considerano un cessate il fuoco uno strumento per creare le condizioni di un negoziato. Mosca teme invece che una sospensione prolungata dei combattimenti consenta all’Ucraina di ricostituire capacità militari senza risolvere le cause politiche del conflitto. La pausa di tre giorni sugli attacchi alle capitali concordata durante la missione americana ha quindi un valore limitato e non modifica, da sola, questa divergenza.

Il secondo capitolo riguarda la sicurezza futura dell’Ucraina. La Russia continua a pretendere la rinuncia di Kiev all’adesione alla Nato, mentre l’Ucraina chiede garanzie che rendano credibile qualsiasi intesa. Senza un meccanismo di sicurezza alternativo, una neutralità imposta sarebbe difficilmente accettabile per Kiev; per Mosca, al contrario, l’eventuale ingresso nell’Alleanza atlantica resta una linea rossa.

Il terzo dossier è territoriale. Tra le ipotesi discusse nel dibattito diplomatico figura anche la possibilità di costruire formule economiche speciali per alcune aree del Donbass, fino all’idea di una zona economica con regime particolare. Qualunque soluzione dovrebbe però affrontare status giuridico, sovranità, amministrazione, sicurezza, proprietà e ricostruzione. Il possibile accordo non dipende quindi da un singolo compromesso: richiede che tregua, garanzie e territori siano combinati in un’architettura coerente, mentre nessuna delle parti ha finora indicato di voler abbandonare le proprie condizioni fondamentali.

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