La Cattolica di Stilo riapre e rilancia il turismo culturale della Calabria interna
- Luca Baj

- 8 minuti fa
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Restauro, accessibilità e sicurezza restituiscono ai visitatori uno dei monumenti bizantini più significativi dell’Italia meridionale
La Cattolica di Stilo torna pienamente accessibile dopo un articolato programma di restauro, manutenzione e valorizzazione che ha interessato uno dei più importanti monumenti bizantini dell’Italia meridionale. La riapertura al pubblico è avvenuta il 29 luglio, mentre gli interventi proseguono in alcune componenti. I lavori hanno riguardato superfici, murature ed elementi architettonici, insieme a nuove dotazioni per l’accoglienza, la sicurezza e l’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva.
L’edificio, posto ai piedi del monte Consolino, è un piccolo organismo architettonico di straordinaria complessità: un volume di circa sette metri per lato, pianta a croce greca, nove spazi interni e cinque cupole, con quella centrale simbolicamente riferita a Cristo e le quattro laterali agli evangelisti. Le colonne di reimpiego e le stratificazioni pittoriche documentano il passaggio di culture e linguaggi diversi, mentre affreschi, iscrizioni greche e tracce in caratteri arabi restituiscono la posizione della Calabria medievale come luogo di contatto tra Oriente bizantino, Occidente latino e Mediterraneo islamico.
La valorizzazione del sito ha anche un significato turistico più ampio. La Cattolica non è un monumento isolato, ma può funzionare come nodo di un itinerario culturale della Vallata dello Stilaro, in relazione con San Giovanni Theristis a Bivongi e con l’eremo di Monte Stella a Pazzano. Questo sistema consente di spostare l’attenzione dai soli poli balneari verso l’interno e verso un patrimonio storico meno conosciuto.
Il programma di intervento comprende anche misure di tutela e miglioramento della fruizione sostenute da strumenti nazionali, compreso il PNRR per l’eliminazione delle barriere architettoniche. La riapertura rafforza così un modello di viaggio fondato sulla permanenza nei territori, sulla conoscenza del patrimonio e sulla distribuzione dei flussi, con potenziali ricadute per piccoli centri, strutture ricettive e attività economiche locali.





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