top of page

Noli container, si apre un divario tra Stati Uniti ed Europa

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 6 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Le rotte dalla Cina verso gli Usa rincarano, mentre Genova e Rotterdam arretrano: una forbice che può modificare le strategie di sourcing della moda.


Il trasporto marittimo sta inviando segnali molto diversi alle imprese della moda a seconda della destinazione finale. Nell’ultima rilevazione del World Container Index di Drewry, riferita al 20 agosto 2026, l’indice composito è salito del 4% a 4.526 dollari per container da 40 piedi. L’incremento è stato trainato soprattutto dalle rotte transpacifiche, mentre i collegamenti dall’Asia verso l’Europa hanno registrato un arretramento. Si sta quindi creando un divario logistico rilevante tra Stati Uniti ed Europa.


Il costo spot Shanghai-New York è aumentato del 9% a 9.507 dollari, mentre la Shanghai-Los Angeles è salita anch’essa del 9% a 6.802 dollari. Nello stesso periodo la Shanghai-Genova è scesa del 2% a 4.955 dollari e la Shanghai-Rotterdam dell’1% a 4.401 dollari. La differenza tra il costo della rotta verso New York e quella verso Rotterdam supera così i 5.100 dollari per container, un livello capace di incidere sulle decisioni di approvvigionamento delle aziende apparel.


Dietro il rialzo americano vi sono domanda ancora resiliente, riduzioni di capacità e blank sailing programmati dai vettori. Drewry segnala inoltre un calo della capacità in agosto sulle rotte Asia-costa orientale degli Stati Uniti e nuove sovrattasse collegate al Canale di Panama. In Europa, al contrario, la correzione dei noli riduce parte della pressione accumulata nei mesi precedenti.


Per i marchi globali il costo del trasporto torna così a essere una variabile strategica e non meramente operativa. Se il differenziale dovesse persistere, potrebbe rendere più conveniente destinare alcune produzioni ai mercati europei, anticipare ordini per gli Stati Uniti o ricorrere a fornitori più vicini. La gestione della supply chain richiede quindi scelte differenziate per area geografica, con impatto su prezzi, margini, tempi di consegna e allocazione delle scorte. Il differenziale incide anche sul capitale circolante: tempi e costi più alti possono aumentare scorte e fabbisogno finanziario dei retailer.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page