Europa, stretta sui social per i minori e nuova alleanza con il Canada

L’Unione europea prepara una nuova fase della propria strategia digitale e geopolitica, con due iniziative destinate ad avere conseguenze molto diverse ma accomunate dall’obiettivo di rafforzare l’autonomia europea. Nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato al Parlamento europeo di Strasburgo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato una stretta sull’accesso dei minori ai social network e, contemporaneamente, l’intenzione di aprire al Canada la strada per diventare il primo Paese associato all’Unione. Due mosse che delineano un’Europa intenzionata a esercitare maggiore influenza sia sulle grandi piattaforme tecnologiche sia nella costruzione di nuove alleanze internazionali.
Sul fronte digitale, la novità principale è rappresentata dall’Eu Kids Act, il pacchetto che la Commissione intende presentare per aumentare la protezione di bambini e adolescenti online. L’impostazione annunciata prevede nessun accesso ai social media sotto i 13 anni e nessun account personale per chi non abbia ancora compiuto 15 anni. Nella fascia compresa tra 13 e 15 anni sarebbero ammessi soltanto profili creati e supervisionati dai genitori o dai tutori, caratterizzati da funzionalità ridotte e da limitazioni al tempo di utilizzo. Per gli utenti tra 15 e 18 anni, invece, le piattaforme dovrebbero adottare obbligatoriamente criteri di progettazione orientati alla sicurezza dei minori.
La Commissione punta così a intervenire non soltanto sull’età di accesso, ma sul funzionamento stesso dei servizi digitali. Al centro dell’iniziativa ci sono i sistemi progettati per aumentare il tempo trascorso sulle piattaforme, la diffusione di contenuti estremi e i nuovi rischi derivanti dall’intelligenza artificiale generativa, compresa la possibilità di manipolare immagini di minori. L’impostazione annunciata da Bruxelles tende inoltre a spostare maggiormente la responsabilità sulle imprese tecnologiche, chiamate a dimostrare che i propri servizi siano adeguatamente sicuri. Il nodo operativo sarà quello della verifica dell’età, che dovrà garantire controlli efficaci senza trasformarsi in un sistema invasivo di raccolta dei dati personali.
La stretta si inserisce in una strategia europea già costruita attraverso il Digital Services Act e l’AI Act. Von der Leyen ha inoltre anticipato un ulteriore intervento, il Digital Fairness Act, destinato ad affrontare in maniera più ampia pratiche digitali considerate dannose o manipolative. L’obiettivo è estendere la tutela oltre i soli minorenni, intervenendo su meccanismi capaci di condizionare il comportamento degli utenti. Per le grandi piattaforme il nuovo scenario potrebbe tradursi in ulteriori obblighi di progettazione, sistemi più rigorosi di controllo e una maggiore responsabilità nella gestione degli algoritmi che selezionano e raccomandano i contenuti.
Parallelamente alla regolamentazione digitale, Bruxelles guarda alla ridefinizione delle proprie alleanze internazionali. Von der Leyen ha proposto che il Canada diventi il primo membro associato dell’Unione europea, inaugurando una formula di cooperazione nuova rispetto ai tradizionali rapporti con i Paesi terzi. La proposta è stata rivolta direttamente al premier canadese Mark Carney e punta a costruire uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica. L’obiettivo sarebbe andare oltre il rapporto commerciale sviluppato attraverso il Ceta, rafforzando la collaborazione in settori strategici e creando quella che la presidente della Commissione ha definito un’alleanza per il futuro.
La scelta del Canada riflette il cambiamento dello scenario geopolitico. L’Europa cerca partner affidabili con cui collaborare su sicurezza economica, tecnologie, materie prime, energia, difesa e commercio, riducendo contemporaneamente dipendenze considerate eccessive. Ottawa dispone di importanti risorse naturali e minerali strategici, di un’economia fortemente integrata con quella occidentale e di relazioni consolidate con gli Stati europei. Un’associazione più strutturata potrebbe quindi offrire nuove opportunità industriali e commerciali, anche se natura giuridica, diritti e obblighi dell’eventuale nuovo status dovranno essere definiti attraverso un percorso istituzionale ancora da costruire.
Nel disegno presentato a Strasburgo, regolamentazione tecnologica e politica internazionale diventano parti della stessa strategia. Da un lato l’Unione vuole stabilire regole più stringenti per proteggere i cittadini, a partire dai più giovani, dall’altro cerca di costruire nuove partnership capaci di aumentarne il peso economico e strategico. Il divieto dei social sotto i 13 anni rappresenta uno degli interventi più incisivi annunciati finora nei confronti delle piattaforme digitali, mentre l’apertura al Canada introduce un modello potenzialmente nuovo nei rapporti esterni dell’Ue. Entrambe le iniziative dovranno ora trasformarsi da annunci politici in strumenti concretamente applicabili, passando attraverso negoziati, norme operative e il confronto con Stati membri, istituzioni e imprese.





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