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FiberCop, il nodo dei nuovi listini wholesale passa dall’Agcom

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FiberCop, il nodo dei nuovi listini wholesale passa dall’Agcom

Agcom valuta i nuovi listini wholesale: in gioco costi degli operatori, investimenti di rete e concorrenza.


Il nuovo assetto della rete fissa italiana entra nella fase più delicata sul fronte dei prezzi all’ingrosso. FiberCop ha proposto i listini per i servizi di accesso wholesale nei mercati regolati 1B e 2B e l’Agcom sta verificando le condizioni economiche alla luce del quadro introdotto dalla delibera n. 58/26/CONS.

Con quella delibera, adottata l’11 marzo 2026 e pubblicata il 16 marzo, l’Autorità ha aggiornato l’analisi dei mercati dopo la separazione della rete di accesso da TIM. FiberCop è stata qualificata come operatore wholesale only e come soggetto con significativo potere di mercato nelle aree in cui non è stata riscontrata concorrenza effettiva. Restano quindi obblighi di accesso, non discriminazione e applicazione di prezzi equi e ragionevoli.

La verifica dei nuovi listini è stata avviata formalmente dall’Agcom il 23 aprile e riguarda una gamma ampia di servizi, tra cui accesso GPON, VULA, unbundling, fibra spenta, co-locazione e capacità dedicata. La questione è rilevante per gli operatori alternativi perché un aumento dei prezzi wholesale può trasferirsi sui costi della connettività retail o comprimere i margini delle compagnie che acquistano accesso alla rete.

Il contesto regolatorio è cambiato anche per effetto dell’ampliamento delle aree considerate pienamente concorrenziali: nel mercato dell’accesso locale all’ingrosso i comuni non più soggetti a regolazione ex ante sono saliti a 239. Nelle aree 1B e 2B, invece, l’Agcom mantiene la vigilanza proprio per evitare che la posizione infrastrutturale dell’operatore produca condizioni discriminatorie.

La partita sui listini riguarda quindi concorrenza, investimenti e sostenibilità economica della rete. L’esito della verifica dell’Autorità sarà determinante per stabilire fino a che punto le esigenze di remunerazione degli investimenti potranno tradursi in maggiori costi per gli operatori che utilizzano l’infrastruttura FiberCop.

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