Piazza Affari, le regine del 2026: dai chip all’energia, i titoli che hanno corso più del mercato

Il 2026 di Piazza Affari racconta un mercato a più velocità, nel quale la performance degli indici nasconde differenze molto ampie tra singole società e settori. Dall’inizio dell’anno il Ftse Mib ha guadagnato circa il 15,6%, mentre il Ftse Italia Star è leggermente negativo e il Ftse Italia Growth avanza di circa il 7,9%. All’interno di questi listini, tuttavia, alcune società hanno realizzato rialzi eccezionali, arrivando in diversi casi a raddoppiare il proprio valore. Semiconduttori, energia, infrastrutture elettriche e fotovoltaico sono i grandi temi che hanno guidato gli acquisti, dimostrando come nel mercato italiano la selezione dei singoli titoli abbia prodotto risultati molto differenti rispetto all’andamento medio degli indici.
Tra le grandi società del Ftse Mib la protagonista assoluta è STMicroelectronics, che da gennaio registra un progresso nell’ordine del 100,4%. La corsa del gruppo dei semiconduttori è stata alimentata soprattutto dalle aspettative legate all’intelligenza artificiale, alla crescente domanda di chip avanzati e agli investimenti destinati alle infrastrutture digitali. Dietro STM si colloca Saipem, con un rialzo vicino all’81%, sostenuto dal miglioramento del profilo industriale dopo la profonda ristrutturazione degli ultimi anni e dalle opportunità offerte dagli investimenti energetici internazionali. Seguono Mediobanca, in crescita di circa il 60%, Eni con il 46,4% e Tenaris con il 45,4%, confermando il ruolo centrale assunto nel 2026 dai comparti finanziario ed energetico.
Ancora più marcate sono le differenze nel segmento Ftse Italia Star. L’indice nel suo complesso si muove poco sotto i livelli di inizio anno, ma al suo interno Tesmec registra una performance di circa il 150,6%, la più elevata tra i titoli considerati. Il gruppo beneficia dell’accelerazione degli investimenti nelle reti elettriche e nelle infrastrutture necessarie alla transizione energetica. I risultati del secondo trimestre superiori alle attese hanno inoltre favorito una revisione delle stime: Mediobanca Research ha raddoppiato il proprio prezzo obiettivo sul titolo e incrementato sensibilmente le previsioni sugli utili dei prossimi anni. Il mercato sta quindi premiando la capacità dell’azienda di intercettare un ciclo di investimenti destinato a proseguire con l’elettrificazione dell’economia.
Nello stesso segmento emergono altre realtà industriali con performance rilevanti. Txt e-Solutions guadagna circa il 65,5%, d’Amico International Shipping il 52,7%, PharmaNutra il 48,5% e Lu-Ve il 44,9%. È una fotografia particolarmente significativa perché mostra come un indice sostanzialmente fermo possa contenere società capaci di generare incrementi molto consistenti. A fare la differenza sono soprattutto esposizione ai settori in espansione, qualità dei risultati economici e aspettative sulla crescita futura. In una fase nella quale il mercato diventa sempre più selettivo, la capitalizzazione dell’impresa conta meno della sua capacità di inserirsi nei grandi cicli di investimento industriale.
Il quadro diventa ancora più interessante guardando alle società di dimensioni inferiori quotate sull’Euronext Growth Milan. Qui due protagoniste del fotovoltaico hanno superato la soglia del raddoppio: Energy Time registra circa +108,6%, mentre Espe raggiunge il +107,8%. Entrambe operano nel settore delle energie rinnovabili e stanno beneficiando della crescente domanda di capacità solare, degli obiettivi europei di decarbonizzazione e della maggiore visibilità offerta dai programmi di investimento nel settore. Espe ha inoltre rafforzato la propria presenza attraverso l’acquisizione del 55% di Soland, ampliando attività e copertura territoriale nel mercato italiano dell’efficienza energetica e degli impianti fotovoltaici.
Tra le small cap si distinguono anche Officina Stellare, con un progresso vicino al 72,9%, ICoP con il 71,5% e Lindbergh con il 64,1%. La prima opera nei sistemi ottici destinati anche ai comparti spaziale e della difesa, la seconda nelle costruzioni specializzate e la terza nei servizi logistici per la manutenzione industriale. Settori differenti che condividono però l’esposizione a investimenti strutturali e mercati caratterizzati da prospettive di sviluppo. Il risultato evidenzia come una parte significativa delle opportunità del 2026 sia arrivata lontano dalle società tradizionalmente più seguite dagli investitori.
La mappa delle migliori performance di Piazza Affari restituisce così un mercato nel quale semiconduttori, IA, energia, infrastrutture e transizione energetica rappresentano i principali fili conduttori. I rialzi già accumulati restano naturalmente risultati passati e non costituiscono un’indicazione sulle performance future: dopo crescite superiori al 100%, valutazioni e aspettative diventano inevitabilmente più esigenti. Il 2026 mostra però come la Borsa italiana sia composta da universi molto differenti, nei quali accanto alle blue chip stanno emergendo aziende di dimensioni inferiori capaci di intercettare alcuni dei più importanti cicli di investimento dell’economia europea.





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