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Ires, il correttivo fiscale impone un doppio binario sulle decorrenze

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Ires, il correttivo fiscale impone un doppio binario sulle decorrenze

Il Dlgs 148/2026 modifica reddito d’impresa, perdite e riallineamenti: nel 2026 servono regole temporali parallele.


Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148, correttivo della riforma fiscale, impone alle imprese soggette a Ires una gestione particolarmente attenta delle decorrenze. Il provvedimento è entrato in vigore il 12 agosto, ma numerose modifiche producono effetti da periodi d’imposta differenti e richiedono quindi di mantenere, per alcune fattispecie, regole parallele.

Il decreto interviene su più aree del reddito d’impresa: avvicinamento tra valori contabili e fiscali, riporto delle perdite, conferimenti, fiscalità internazionale, redditi finanziari e disciplina di altre componenti. Per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, molte disposizioni assumono efficacia dal 2026, mentre per operazioni o componenti riferibili a esercizi precedenti continuano a operare le regole previgenti.

Tra i punti che richiedono maggiore attenzione figurano la rilevanza fiscale delle variazioni di valore dei titoli, i piani di incentivazione basati su azioni o regolati per cassa, il riallineamento delle divergenze tra valori contabili e fiscali e le nuove regole sulle perdite nelle operazioni che comportano trasferimenti societari. Per i soggetti Ias assumono rilievo anche le modifiche relative alla deducibilità di marchi, avviamento e attività immateriali a vita indefinita.

Il correttivo modifica inoltre l’income test applicabile ad alcune società assimilate alle holding industriali e interviene sul trattamento dei contributi pubblici destinati a spese di sviluppo capitalizzate. L’effetto operativo è la necessità di mappare ogni modifica insieme alla propria decorrenza, distinguendo il momento di formazione della componente reddituale da quello in cui la nuova disciplina diventa applicabile.

Per amministrazioni e consulenti fiscali il 2026 diventa quindi un esercizio di transizione: dichiarazioni, imposte differite, riconciliazioni e documentazione dovranno riflettere correttamente il doppio binario temporale, evitando di applicare retroattivamente norme che il decreto collega a periodi successivi.

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